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In pensione da due mesi ma deve tornare al lavoro: “Conteggi sbagliati”

di Davide Gerace

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La pensione sembra diventare ogni giorno sempre più lontana.. anche per chi ci è già da tempo! Una donna di 70 anni, Giannina Carboni, era andata in pensione da appena due mesi, ma clamorosamente è dovuta tornare al lavoro. Colpa del Ministero della Giustizia che ha “sbagliato i conteggi”.

Dalla pensione al ritorno al lavoro

Come racconta il Messaggero Veneto, Giannina Carboni è un’impiegata amministrativa della Procura della Repubblica di Pordenone, in Friuli-Venezia Giulia. La donna, che ha compiuto 70 anni, era andata in pensione solamente due mesi fa. Lo scorso 31 marzo infatti Giannina aveva salutato tutti i colleghi, magistrati e polizia giudiziaria con un brindisi e un buffet.

La donna fin da subito aveva scoperto che sul suo conto non era stata accreditata la pensione. Giannina ha così deciso di chiamare l’INPS per chiedere spiegazioni che l’ha rassicurata, la pratica era in lavorazione. Con il passare del tempo però i soldi continuavano a non arrivare, così la donna ha richiamato di nuovo l’ente.

L’INPS le ha spiegato che c’erano dei problemi con il ministero per via di alcuni codici che erano sbagliati. Il 2 maggio Giannina ha scoperto la dura verità, la domanda di pensione era stata rigettata.

 

Anziana (@Shutterstock)

Errori e contributi mancanti

Giannina Carboni è così costretta a tornare a lavoro. Il motivo è abbastanza semplice: un buco contributivo di 30 anni perché non le sono stati versati i contributi durante un precedente impiego.

In molti casi, infatti, l’inizio della carriera è caratterizzato da contratti a breve termine, che rende più difficoltoso conteggiare tutti gli anni di lavoro svolti. Da questo nascono i buchi contributivi, i quali non sempre possono essere riscattati.

Con il Decreto Legislativo del 16 settembre 1996, n. 564 questi buchi si possono coprire versando una contribuzione volontaria. Questi periodi però si collocano dal 31 dicembre 1996 in poi. Un bel fardello per la povera Giannina, che per un semplice errore non può andare in pensione prima di settembre.

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