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Scoperti fossili umani molto più antichi del previsto: si riscrive la storia?

Un gruppo di scienziati ha da poco fatto una scoperta che potrebbe sconvolgere il modo in cui abbiamo sempre studiato le origini e l’evoluzione della specie umana. Nuovi studi sui primi fossili umani ritrovati in una grotta sudafricana, hanno datato dei reperti molto più antichi del previsto. Addirittura pare che siano più antichi di un milione di anni rispetto a ciò che pensavano fino ad ora i ricercatori.

La vera età dei primi fossili umani

I nuovi studi condotti sui primi fossili umani attribuiscono loro un’età compresa tra 3,4 e i 3,6 milioni di anni fa, mentre fino ad oggi si pensava fossero di 2 – 2,6  milioni di anni fa. La nuova scoperta ha dunque aggiunto un milione di anni a questi fossili di Australopithecus, rendendoli anche più antichi del famoso fossile di Lucy. “Lucy” è il nome del primo esemplare mai scoperto di Australopithecus afarensis, rinvenuto nel 1979 in Etiopia e che visse 3,2 milioni di anni fa.

I fossili in questione sono stati ritrovati in Sudafrica, nelle grotte di Sterkfontein, parte della “Culla dell’Umanità” (oggi Patrimonio UNESCO). Questo sito ha rivelato negli anni dettagli sull’evoluzione umana e ambientale che abbracciano un periodo di circa 4 milioni di anni. Qui c’è un tesoro immenso di fossili che aiutano a raccontare l’evoluzione della specie umana, una storia che sembra cambiare ad ogni scoperta.

I ricercatori stanno approfondendo inoltre gli studi sui sedimenti delle caverne della zona del continente africano. Anch’essi, infatti, risultano essere più antichi di quel che si pensava. Di fatto, i sedimenti della maggior parte delle caverne, compresi i fossili di Australopithecus, risalgono a un’età compresa tra i 3,4 e i 3,6 di anni. Ciò li colloca dunque all’inizio dell’era dei primi ominidi, piuttosto che alla fine di essa, come si credeva in precedenza. Gli scienziati sono sicuri che, analizzando la zona circostante, si potranno fare altre scoperte del genere.

Le conclusioni

Sulla base dei precedenti dati, si pensava che gli Australopithecus sudafricani discendessero da una specie dell’Africa orientale, come quella di Lucy. Invece, come spiega anche la CNN, dai nuovi studi è emerso che le due specie hanno praticamente la stessa età e che dunque ci deve essere un’antenato comune più antico. Siamo finalmente più vicini alla scoperta del famoso “anello mancante” che da decenni tormenta e ossessiona centinaia di esperti?

Rivalutare l’età degli Australopithecus di Sterkfontein ha portato importanti implicazioni sul modo in cui il Sud Africa ha giocato un ruolo nella diversificazione e nell’espansione dei nostri primi antenati umani. Siamo ad un passo dal riscrivere la storia dell’uomo?

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Sofia Monti

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