Attualità

Hoia Baciu: la foresta più infestata della Romania, tra scienza e leggenda

Le indagini scientifiche

Insieme a questo presunto avvistamento, inoltre, si aggiunge un ulteriore elemento di mistero. La foto, infatti, è stata scattata in un punto ben preciso della foresta, la Poiana Rotunda (radura rotonda). Questo piccolo spazio è l’unico, di tutto il bosco, in cui non cresce neanche un albero. Oggetto di indagine da parte di diversi esperti, non si è raggiunta una spiegazione soddisfacente su tale anomalia, in quanto tutte le analisi condotte non hanno mai rivelato nulla di anormale.

Uno degli scienziati che più ha studiato la foresta è stato il biologo Alexandru Sift (1936-1993), il quale ha condotto una ricerca durata anni, in cui ha raccolto informazioni e foto dei fenomeni più inspiegabili in cui si è imbattuto. Relativamente a uno di questi, affermò di essere costantemente seguito da delle “ombre” umane, ma che scomparivano non appena le osservava. Purtroppo, molto di ciò che ha scritto è stato distrutto dall’autore stesso o scomparso dopo la sua morte, tuttavia sappiamo che egli registrò dei livelli di radioattività maggiori a quelli dell’uranio naturale prodotto dalla foresta. Inoltre, pare che abbia sofferto di diversi malori dopo le sue visite, in particolare nausea e ustioni su varie parti del corpo, probabilmente a causa della cheratosi attinica, una lesione cutanea dovuta ai raggi ultra violetti del sole.

L’eredità degli studi di Alexandru Sift è stata successivamente raccolta dal professore universitario di chimica Adriano Patrut in un volume del 1995 intitolato Fenomenele de la Pădure Hoia-Baciu (tradotto: i fenomeni della foresta di Hoia-Baciu). (Qui c’è una sua intervista in romeno, che risulta comunque comprensibile con google traduttore).

 

Poiana Rotunda, Hoia Baciu (@Shutterstock)

Leggende e testimonianze

A partire dagli anni ’60, quindi, la foresta ottenne una nomea internazionale, tant’è che iniziarono a nascere diverse storie molto inquietanti. Famosa è quella di un pastore che scomparve insieme alle sue 200 pecore, quando per errore queste ultime si spinsero fin dentro la foresta. Un’altra, invece, narra di una bambina di 5 anni che si addentrò nel bosco per un paio d’ore, per poi tornare a casa tranquillamente. L’aspetto scioccante, è che per gli abitanti fuori dal bosco erano passati anni, non ore. Per questo motivo alcuni credono che la foresta sia l’accesso a una porta extra-dimensionale per viaggiare nel tempo. Difficile tuttavia credere a queste storie prive di fonti, le quali più che altro sono delle leggende da raccontare ai bambini per tenerli alla larga dal bosco misterioso.

 

Foresta Hoia Baciu (@Shutterstock)

Hoia Baciu: suggestione collettiva o c’è qualcosa di vero?

Nel corso degli anni si sono accumulate numerosi voci e testimonianze su creature mostruose che abitano la foresta, orbs (piccole sfere luminose che non si vedono a occhio nudo ma solo nelle foto), fantasmi, rumori di passi e un senso di disagio non appena si mette piede nella zona. È assai probabile che la suggestione giochi un ruolo determinante in queste situazioni, unita a coloro che spacciano queste storie come vere per alimentare il mistero e l’inquietudine.

Sta di fatto che Hoia Bachu è molto frequentata dai romeni, soprattutto da chi vuole staccare dalla frenesia della vita di città. La maggior parte delle persone che vi passa del tempo, infatti, afferma di non notare né sentire nulla di particolare o paranormale; tuttavia è interessante notare come questo sia uno dei pochi misteri su cui anche la scienza continua a interrogarsi su determinati fenomeni ancora inspiegabili. Alla fine spetta a voi decidere a chi o cosa credere, tuttavia, se ne avete il coraggio, perché non addentrarsi di persona a Hoia Baciu?

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Lorenzo Peratoner

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