di Riccardo Rizzo
In uscita su Crunchyroll in queste settimane, Goodbye, Lara è la nuova serie televisiva creata e animata da Kinema Citrus, lo studio dietro Tokyo Magnitude 8.0, Black Bullet, Barakamon, Made in Abyss e The Rising of the Shield Hero. La trama dell’anime verte intorno a Lara, appunto, una principessa sirena che si ritrova catapultata nel mondo degli umani per cercare di salvare il suo regno e la sua famiglia.
Goodbye, Lara: trovare il vero amore per salvare il regno
La storia di Goodbye, Lara inizia nel 1777, quando nasce l’ultima figlia di Rowan, il re del popolo del mare. Fin da piccola Lara è affascinata dal mondo degli umani, a cui però non può avvicinarsi per legge. Un giorno, tuttavia, si ritrova a salvare un principe, caduto in acqua in seguito all’incendio della sua imbarcazione.
Scoprendo cosa ha fatto, suo padre decide di punirla rinchiudendola nelle segrete. È così che incontra Grace, sua zia nonché strega bandita dal regno del mare, che le regala una pozione per diventare umana. Sognando una vita insieme al principe, Lara beve la pozione, nonostante la strega l’avverta che la sua forma è temporanea, e che si trasformerà in schiuma a meno che non trovi il vero amore.
La ragazza arriva così sulla terraferma, dove incontra il principe e inizia a vivere insieme a lui a palazzo. Una sera, proprio mentre realizza di aver trovato il vero amore, Lara si trasforma, tornando a essere una sirena. Poco dopo si ritrova a casa sua, nel regno del mare, dove realizza che il popolo delle sirene ha scoperto che ha infranto la legge, profetizzando quanto detto da Grace, ponendo di fatto fine al loro regno.
La fine del regno del mare
Esplorando il castello, ormai in rovina, Lara trova una stanza degli specchi — gli stessi utilizzati dalla strega per osservarla durante la sua permanenza sulla terraferma. Con questi riesce a rivivere gli ultimi momenti a palazzo del padre e della sua famiglia. Nell’ultimo specchio, però, vede sua zia, che la sottopone a una nuova sfida: tornare nel mondo degli umani per salvare i suoi cari.
La ragazza si ritrova così catapultata in superficie, dove scopre un mondo radicalmente diverso da quello del Settecento. Siamo ora nel 2026, nella cittadina di Ōtsu, capoluogo della prefettura di Shiga. Il primo episodio, Mermaid Princess Lara, termina proprio con l’arrivo di Lara nel presente, dopo un sonno durato più di duecento anni.
Mentre precipita a terra, poco prima di cadere su una ragazza di nome Mari, intravediamo anche una misteriosa figura con indosso l’anello della famiglia reale di Rowan. Che sia una delle sorelle di Lara? Difficile dirlo al momento, ma probabilmente lo scopriremo nel corso dei prossimi episodi di Goodbye, Lara.
Un incipit narrativo non proprio originale, ma funzionale
Insomma, il primo episodio di Goodbye, Lara ci ha convinto. Sebbene la premessa della sirena che si ritrova a vivere nel mondo degli umani non sia proprio originale, l’incipit narrativo dell’anime fa il suo, invogliando lo spettatore a continuare a vedere la serie per scoprire il destino di Lara e della sua famiglia. In particolare, ci affascina l’idea di scoprire come Lara si rapporterà al mondo contemporaneo dopo aver vissuto già due vite, una nei fondali marini e una in un palazzo regale di fine Settecento.
Anche dal punto di vista tecnico e artistico, inoltre, la produzione sembra di alto livello: lo stile grafico è delicato, con i personaggi che risultano aggrazziati ed espressivi; mentre le musiche sembrano confermare il talento di Yuma Yamaguchi, già autore delle colonne sonore di Undead Girl Murder Farce, Link Click, Queen of Mars, Earth Wars e Bullet Train Explosion.
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