Attualità

Glasgow, censurata una pubblicità con il David di Michelangelo: “Troppo nudo”

Il David di Michelangelo è un’opera dal valore immenso. Considerato come uno dei capolavori della scultura a livello mondiale, è uno dei simboli principali della città di Firenze e dell’Italia. Eppure, nonostante l’alto valore artistico, a causa della sua nudità, nei mesi scorsi ha suscitato delle polemiche negli Stati Uniti e adesso a Glasgow, in Scozia.

Glasgow: la pubblicità del ristorante italiano

Come riporta il giornale britannico The Herald, negli ultimi giorni a Glasgow, una semplice pubblicità di un ristorante italiano, ha suscitato molte polemiche. La pubblicità, destinata alla metropolitana della città scozzese, è stata censurata per via del suo protagonista, il David di Michelangelo, considerato troppo nudo.

Il cartellone, mostrava la scultura con una fetta di pizza in mano e la scritta: “Non c’è niente di più italiano”. Nulla di trascendentale, ma non rispetterebbe i rigidi parametri imposti dall’agenzia Global, responsabile degli spazi pubblicitari.

Trovata la “soluzione”

DRG, gruppo proprietario del ristorante italiano in questione, “Barolo“, ha cercato di risolvere il problema, andando incontro a diverse difficoltà. La prima soluzione proposta è stata l’uso di adesivi della bandiera italiana per coprire le parti intime della scultura. Proposta subito bocciata dall’agenzia, che riteneva gli adesivi troppo piccoli.

Accettata la seconda proposta, con DRG che ha dovuto rifare completamente la pubblicità, mostrando la scultura tagliata all’altezza della vita. BBC News riporta le parole di Mario Gizzi, proprietario del gruppo DRG: “Si tratta di un’opera d’arte riconosciuta a livello mondiale. Viene insegnata nelle scuole. La gente di tutto il mondo viaggia per vederla. Non siamo più nel 1500, ma nel 2023. Stiamo davvero dicendo che gli abitanti di Glasgow non possono sopportare di vedere una statua nuda? Il Barolo è il simbolo della cucina classica italiana e il David di Michelangelo è una delle opere d’arte più famose del Paese: come recita lo spot, non c’è niente di più italiano”.

Gizzi ha aggiunto: “Siamo rimasti un po’ interdetti quando abbiamo ricevuto un’e-mail da Global che ci confermava che il nostro annuncio non poteva essere utilizzato in quanto si tratta di arte, ma è pur sempre nudo e il modo in cui è ritagliato in questa copia potrebbe non essere adatto al mezzo di comunicazione non mirato”.

Una polemica purtroppo già vista in passato, dove l’unica vittima anche in questo caso, è l’arte.

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davide gerace

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