Marzabotto (@Shutterstock)
Una condanna storica per la Germania e in generale per i crimini commessi nella Seconda Guerra Mondiale. Lo stato tedesco è stato condannato per uno dei massacri più cruenti dell’occupazione nazista in Italia, la strage di Marzabotto.
Come riporta l’edizione bolognese di La Repubblica, il giudice Alessandra Arceri del tribunale di Bologna ha infatti condannato la Germania a risarcire i parenti delle vittime della strage di Marzabotto.
Secondo il giudice: “I soldati agirono seguendo l’ordine di “uccidere tutti e distruggere tutto. Le atrocità compiute non dipendevano da scelte individuali dei militari impegnati sul campo, bensì erano parte integrante di un preciso disegno strategico ideato al vertice del Reich“.
Il processo è iniziato nel 2006 contro 17 imputati, tutti ufficiali e sottoufficiali delle SS. L’anno successivo, il 13 gennaio 2007 il tribunale di La Spezia ha condannato all’ergastolo 10 imputati, gli altri 7 in contumacia.
I parenti delle vittime volevano giustizia non solo dal punto di vista penale, con la condanna degli esecutori materiali, ma anche dal punto di vista civile, chiedendo conto anche al governo che stava dietro all’esercito tedesco, cioè la Germania stessa.
Nel 2012 la Corte dell’Aja si pronunciò però a favore degli Stati, stabilendo l’immunità, che costrinse l’Italia a creare una legge per recepire le indicazioni del tribunale internazionale. La Corte Costituzionale allora bocciò la legge perché in contrasto con alcuni articoli della Costituzione. Da allora la questione è rimasta irrisolta fino ad oggi: il giudice quantificherà il risarcimento e i familiari saranno risarciti… ma con fondi messi a disposizione dall’Italia.
Dal 29 settembre al 5 ottobre del 1944 le “Waffen SS” compirono diverse stragi nei comuni di Marzabotto, Grizzana Morandi e Monzuno, che comprendono anche le pendici del Monte Sole, in provincia di Bologna. Riconosciuta come uno dei più gravi crimini di guerra contro la popolazione civile, nell’occasione persero la vita 775 persone, di cui 221 bambini e neonati. Un numero spaventoso che venne a galla solamente dopo la fine della Guerra.
Oggi, dopo poco meno di 80 anni, finalmente è arrivata la sentenza definitiva.
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