Calciomercato (@Shutterstock)
A Budapest si è tenuto un incontro fra Nasser Al-Khelaïfi e Gianni Infantino. Il presidente della FIFA e quello dell’ECA, l’Associazione dei Club Europei, hanno firmato il rinnovo dell’accordo fra i due enti. Vediamo insieme quali novità ha portato questo summit…
La maggioranza delle grandi squadre europee fanno parte dell’European Club Association. Le tre escluse eccellenti sono Juventus, Real Madrid e Barcellona; è noto a tutti che i due club spagnoli e quello torinese spingano per la creazione della Superlega, da opporre proprio al sistema calcistico europeo “tradizionale”. In Italia le squadre aderenti sono Atalanta, Fiorentina, Inter, Lazio, Milan, Napoli, Roma, Sampdoria e Udinese.
L’ECA è, quindi, un organo che riunisce i club europei più influenti, rappresentandoli presso FIFA e UEFA, oltre che fornendogli assistenza per dirimere problemi societari. Fondata nel 2008, dopo la “scissione” dei club fautori della Superlega la presa di posizione dell’associazione è marcatamente favorevole al sistema proposto da Aleksander Čeferin, presidente dell’UEFA, e Gianni Infantino; il rinnovo del patto tra ECA e FIFA ne è la conferma.
La firma apposta a margine della 29esima assemblea generale dell’ECA è valida sino a fine 2030, rappresentando il prosieguo di un sodalizio destinato a durare. Oltre a discussioni riguardanti l’aumento degli indennizzi ai club per i giocatori convocati con le nazionali ai Mondiali e l’approvazione del calendario di partite proposto dalla FIFA, si sono gettate le basi per diverse novità.
Su tutte l’avvio delle pratiche per inaugurare la nuova Coppa del Mondo per club, approfondita nel nostro articolo dedicato, ma non solo. Un obiettivo da conseguire per Infantino e Al-Khelaïfi è il ritorno della Coppa Intercontinentale; il “remake” della competizione soppressa nel 2004 metterà la vincitrice della Champions League contro la squadra sopravvissuta a uno spareggio tra squadre detentrici della propria coppa continentale. Inoltre da parte di ECA e FIFA è stata espressa la volontà di replicare il formato del nuovo Mondiale per club anche per le squadre femminili, contribuendo a valorizzare un mondo ancora poco conosciuto e spesso trascurato.
Il calcio sta diventando sempre di più un veicolo di intrattenimento; quasi tutti i giorni si può trovare una partita da guardare in giro per il mondo. Giocare sempre, quasi senza soluzione di continuità, potrebbe favorire problemi fisici per i calciatori di alto livello, portando anche la qualità del gioco a ridursi. Forse bisognerebbe prestare attenzione alla forma degli atleti, che in quanto tali necessitano di riposo e allenamento bilanciati per rendere al meglio. D’altro canto bisogna tener conto del fatto che le società hanno bisogno di fondi, ricavabili anche creando nuove competizioni e quindi giocando spesso. Vedremo come si evolverà il tutto, ma forse ridurre la pressione potrebbe aiutare i giocatori a rendere le partite più piacevoli anche per lo spettatore.
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