Cinema & Serie TV

Daredevil: Rinascita – La recensione degli episodi 5 e 6

Nuovo mercoledì, nuovi episodi! Disney+ questa settimana rilancia con ben due puntate di “Daredevil: Rinascita”, un’accoppiata che arriva al momento giusto per dare una scossa alla serie, tra una fase di transizione e un ritorno all’azione pura.

ATTENZIONE: SPOILER! SE NON AVETE ANCORA VISTO LE PUNTATE, FERMATEVI QUI.

La scelta di rilasciare due episodi sembra motivata dalla natura del quinto episodio: una sorta di intermezzo, un filler se vogliamo, che si discosta dalla trama principale ma aggiunge un tassello interessante nel percorso di Matt Murdock all’interno dell’MCU. L’incontro con Yusuf Khan, il padre di Kamala, avviene in circostanze piuttosto particolari – durante una rapina in banca – e si conclude con un invito a cena che, per ora, resta solo una promessa. Una scena forse un po’ forzata nei toni, ma che funziona nel collocare Matt in un contesto sempre più ampio.

Anche se meno denso a livello narrativo, l’episodio 5 continua a lavorare sull’identità di Murdock, ormai chiaramente in fase di trasformazione. Lo vediamo più deciso, più consapevole, più vicino che mai al suo ritorno definitivo come Daredevil.

Muse entra in azione: sangue, paura e la rinascita di Daredevil

Muse ha ormai superato ogni limite: una scia di sangue, omicidi su omicidi, e una presenza così minacciosa da costringere non solo Daredevil a intervenire, ma anche Wilson Fisk. Per la prima volta, il Re del Crimine si schiera apertamente contro un altro villain.

Fisk ha un piano: creare una task force di uomini spinti da rabbia e giustizia violenta, un gruppo di fanatici che ricorda da vicino lo spirito di Punisher. Uomini pronti a pestare, uccidere, fare il lavoro sporco. E stavolta, tutto alla luce del sole. O quasi.
Ma Muse non è solo un nemico da fermare. Colpendo la figlia di Ayala, una figura emotivamente centrale per Matt, tocca un nervo scoperto e scatena ciò che era inevitabile: la scintilla che riaccende Daredevil.
Nessuna esitazione, nessun tentennamento. È tornato. Più determinato, più feroce, più consapevole.

E non è il solo. Anche Wilson Fisk si lascia alle spalle ogni freno. Lo vediamo nel suo lato più violento e animalesco, pronto a riaffermare il suo dominio con brutalità.
La scena in cui pesta quasi a morte l’amante di sua moglie, rinchiuso in gabbia, è disturbante, feroce, e racconta tutto senza bisogno di parole: Kingpin è di nuovo se stesso.

Ciò che rende il tutto ancora più potente è il parallelismo tra questi due momenti. Le due sequenze si svolgono in contemporanea, con scelte di regia che mettono in risonanza lo scontro fisico tra Murdock e Muse con quello psicologico (e poi violento) tra Fisk e il suo prigioniero. Alcune mosse sono persino speculari: due uomini, due stili diversi, ma lo stesso fuoco dentro. Una scelta stilistica brillante, che sottolinea in modo netto e potente il tema dell’intera serie: i protagonisti sono tornati. È davvero una Rinascita.

Un episodio potente, che riaccende la fiamma dei veri protagonisti. E se queste sono le premesse, i prossimi tre episodi potrebbero davvero essere esplosivi. Continuate a seguirci su Nasce, Cresce, Streamma per tutte le news e recensioni sul mondo del cinema e delle serie TV.

Articolo di Damiano Longo

Redazione Network NCI

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