Maiali (@Shutterstock)
Ha dell’incredibile quello che è avvenuto in Cina. Come riportato dal South Cina Morning Post, un team di scienziati cinesi è riuscito in un’impresa unica. La scoperta potrebbe rappresentare un’importante tassello nella storia della scienza.
Nel 1996 a Roslin, in Scozia, un gruppo di scienziati clonarono con successo una pecora. La pecora Dolly, così venne chiamata, diventò un fenomeno popolare, attirando l’attenzione dei media e del pubblico sul tema della clonazione. Se da un lato la curiosità e l’entusiasmo trainavano una buona parte di opinione pubblica, dall’altro, la restante parte mosse delle critiche riguardo alla moralità dell’atto.
Da allora, la scienza ha continuato a compiere numerosi passi in avanti attraverso continui esperimenti, che però non hanno attirato la stessa attenzione. Almeno fino ad ora.
Un gruppo di lavoro dell’Università di Nankai, a Tianjin, ha clonato dei maiali utilizzando solo robot. Questo primato è frutto di un lungo processo di lavoro e ricerca, su cui i cinesi stanno investendo particolarmente. Lo scorso 7 marzo, una madre surrogata ha messo al mondo 7 maialini. La straordinarietà del fatto è data dalla totale assenza di intervento umano. L’intero processo è stato eseguito da intelligenze artificiali.
Qual è l’esigenza che spinge la Cina ad investire nella clonazione di maiali? Come evidenzia il quotidiano di Honk Hong, il governo cinese è interessato a ridurre la dipendenza dalle importazioni estere, raggiungendo l’autosufficienza nella produzione di carne suina. L’economia, come sempre, muove i fili e guida le decisioni. La Cina è il maggior consumatore mondiale di carne suina. Se riuscisse a raggiungere la totale indipendenza produttiva, riuscirebbe ad abbattere i notevoli costi d’importazione, che attualmente è costretta ad affrontare per sopperire al fabbisogno di carne.
Il procedimento utilizzato per la clonazione è il SCNT (somatic cell nuclear transfer), ossia il trasferimento del nucleo di cellule somatiche. I robot hanno rimosso il nucleo di un ovulo, sostituendolo con una cellula somatica, in modo da facilitare la clonazione.
Questo processo è molto delicato. L’intervento umano potrebbe arrecare danni e mettere a repentaglio la buona riuscita dell’operazione. Invece, utilizzando solo robot, è possibile ottimizzare i tempi ed aumentare le probabilità di successo.
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