Chelsea (@Shutterstock)
Al 118esimo minuto, sul finire dei due tempi supplementari, il Liverpool di Jürgen Klopp ha avuto la meglio sul Chelsea in finale di Carabao Cup. La rete di Virgil Van Dijk ha messo fine a una partita estremamente sofferta, durante la quale entrambe le formazioni hanno sprecato diverse occasioni. Eppure c’è un fatto che mette il Chelsea di fronte a un fallimento ben più grave, ovvero l’incapacità di sfruttare l’immenso talento della sua rosa.
Il Chelsea di Mauricio Pochettino è sceso in campo con un 4-2-3-1 formato da giocatori pagati a peso d’oro. Complessivamente, escludendo Levi Colwill e Conor Gallagher che sono cresciuti nelle giovanili dei “Blues“, la formazione titolare del Chelsea è costata 514 milioni di euro. I 4 subentrati scelti dal tecnico argentino, invece, sono stati pagati 165 milioni di euro, a eccezione di Trevoh Chalobah che proviene dal vivaio.
Il Liverpool non è una squadra a “costo 0”, ma è nettamente più sostenibile del Chelsea. L’11 titolare scelto da Klopp è costato 325 milioni di euro, con Kelleher, Bradley e Elliott provenienti dalle giovanili. Dei 6 subentrati dalla panchina, ben 4 provenivano dalle giovanili, mentre Joe Gomez e Konstantinos Tsimikas sono costati 18 milioni. Senza dubbio l’apporto dato dalla Primavera in questa partita è stato reso necessario dalla crisi infortuni che ha colpito i “Reds“, ma è proprio questo fatto che stupisce. Il Liverpool sostanzialmente ha battuto il Chelsea con 5 giocatori della primavera in campo nei tempi supplementari.
Da quando Todd Boehly ha acquistato il Chelsea, la squadra di Londra ha speso circa 1 miliardo di euro in calciatori. Una cifra incredibile, da spalmare in solamente due stagioni. Il risultato di questa spesa è il decimo posto in Premier League, a cui si aggiunge una finale di Carabao Cup persa. Il tutto senza competizioni europee, che sembrano distanti anche per la prossima stagione.
Eppure, nonostante l’ipervalutazione dei giocatori, il valore effettivo della rosa del Chelsea resta altissimo. Probabilmente non ancora ai livelli delle squadre di primissimo livello, ma sicuramente sufficiente per occupare le prime quattro posizioni di Premier League e fare ottime figure in Champions League.
Il problema evidentemente sta negli errori a monte nella costruzione della rosa. Questi giocatori, di altissima qualità individuale, non riescono a integrarsi come gruppo per motivi tecnici e di altra natura. E i tre tecnici che si sono susseguiti, ovvero Potter, Lampard e Pochettino, non sono stati in grado di risolvere questo deficit.
Il Chelsea sta naufragando per errori congiunti della dirigenza e dello staff tecnico. L’ambiente è sempre più pesante, e la mancanza di conoscenza calcistica da parte di chi gestisce la società non consente di ingaggiare i profili giusti. Il Liverpool di Klopp, ma anche formazioni costruite con relativamente poche risorse come Leverkusen, Girona e Inter, sono esempi lampanti di come basti conoscere a pieno le caratteristiche dei calciatori per costruire rose vincenti. Bisogna abbandonare il dilagante “approccio FIFA” in favore di vere competenze calcistiche.
Dati utilizzati: Transfermarkt
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