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Cancro: il freddo potrebbe essere una nuova arma per contrastarlo?

Secondo una ricerca del Karolinska Institutet, in Svezia, il freddo potrebbe rivelarsi un nemico formidabile nella lotta contro il cancro. Mediante degli esperimenti svolti su topi malati di tumore e su alcuni esseri umani, i risultati ottenuti risultano estremamente promettenti. Vediamo quindi l’analisi degli studi condotti, pubblicati sulla rivista Nature e riportati anche da Agi.

Le cellule e il glucosio

Per comprendere al meglio la ricerca, è necessario conoscere alcuni basilari concetti di biologia. Il corpo, per accumulare energia, necessita di zuccheri (o carboidrati), che possono essere semplici o complessi. L’organismo, col processo della digestione, scinde tutti i carboidrati nella molecola fondamentale, il glucosio. Questa scissione prende il nome di glicolisi. Tutte le cellule del nostro sistema hanno bisogno di energia, comprese quelle tumorali, le quali presentano un’attività glicolitica più elevata, ovvero assumono glucosio molto più velocemente rispetto alle cellule sane, crescendo esponenzialmente. Introdurre nella dieta grandi quantità di zuccheri favorisce quindi il cancro? La scienza non lo ha ancora provato, tuttavia un certo legame tra i due elementi esiste, soprattutto per il cancro al seno.

Gli esperimenti su cavie animali

I ricercatori hanno utilizzato come cavie due gruppi di topi affetti da vari tipi di cancro. Uno dei due gruppi, esposto a una temperatura di 4°C, ha presentato una crescita tumorale estremamente più lenta rispetto agli altri topi che vivevano in una stanza di 30°C. Conducendo quindi delle analisi sul metabolismo del glucosio, è emerso che le temperature basse attivano il cosiddetto grasso bruno, un tessuto adiposo fondamentale per preservare una condizione termica corporea costante. Il mantenimento di calore, tuttavia, richiede un elevato dispendio di glucosio, privando così le cellule tumorali della loro energia per crescere. Il team di ricercatori ha poi nutrito i topi con delle bevande zuccherate, le quali, a detta di Yihai Cao, autore dello studio, “sembrano annullare l’effetto delle basse temperature sulle cellule tumorali, suggerendo che limitare l’apporto di glucosio è probabilmente uno dei metodi più importanti per la soppressione del tumore“.

Lo studio su volontari umani

Una volta provata l’efficacia dell’esperimento sugli animali, gli scienziati sono passati agli uomini. Sono stati reclutati 6 giovani volontari, composti da 3 uomini e 3 donne di età compresa fra i 22 e i 25 anni, e un malato di cancro in chemioterapia. I soggetti sani sono stati esposti ad una temperatura di 16°C sei ore al giorno per due settimane con degli abiti leggeri, registrando una grande quantità di grasso bruno nel collo, nella colonna vertebrale e nel torace. Il paziente con il cancro, invece, è stato esposto per una settimana a una temperatura di 22°C, e successivamente a una di 28°C, considerata come la più confortevole per gli uomini inattivi.

Una nuova frontiera contro il cancro?

Il paziente affetto da tumore ha avuto un aumento del grasso bruno e una diminuzione dell’assorbimento del glucosio da parte delle cellule tumorali. Yihai Cao, alla luce delle analisi condotte, ha affermato che “Siamo […] ottimisti sul fatto che la terapia del freddo e l’attivazione del tessuto adiposo bruno con altri approcci come i farmaci potrebbero rappresentare un altro strumento nella cassetta degli attrezzi per il trattamento del cancro“.

La medicina, dunque, potrebbe raggiungere un altro prezioso tassello nella lotta contro il cancro.

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Lorenzo Peratoner

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