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Buon compleanno Breaking Bad! Cosa ci rimane dopo 14 anni

Già 14 anni dal primo episodio che ha cambiato la storia della serialità mondiale. Una serie della quale tutti si innamoravano e si innamorano tutt’ora e che ha inevitabilmente cambiato la nostra concezione di qualità“.

Cosa ci racconta “Breaking Bad”

Era il 20 Gennaio 2008 quando andava in onda il primo episodio di “Breaking Bad”. Una serie che si poneva l’obiettivo di narrare le vicende di Walter White e Jesse Pinkman, interpretati da eccezionali attori come Bryan Cranston e Aaron Paul. Walter, professore di chimica di Jesse alle superiori, scopre di avere un cancro incurabile e decide con l’aiuto del suo ex allievo tossicodipendente di produrre metanfetamina per guadagnare quanto più denaro possibile. Ma la trama, se può sembrare banale, colpisce nel modo in cui è raccontata. La produzione di metanfetamina non è solo un modo per lucrare, è una risposta alla società che abbandona chiunque, rendendo emarginato anche chi non dovrebbe esserlo, così i due protagonisti decidono di compiere un atto che cambierà per sempre le loro vite, non per forza in positivo.

La sovversione dei protagonisti

Ciò che rende interessanti i protagonisti, i comprimari e perfino gli antagonisti di questa “Breaking Bad” è il loro modo di entrare in contrasto a seconda di come reagiscono ad un trauma. Nessuno di loro è perfido, orribile, totalmente cattivo e tantomeno nessuno di loro è buono, candido e onesto. Per tal motivo questa ottima scrittura dei personaggi crea un conflitto nello spettatore che a volte si trova a fare il tifo anche per quelli che dovrebbero essere gli antagonisti di una storia in cui nessuno è onesto, ma tutti sono in qualche modo colpevoli di aver reagito alla crudeltà della vita che li ha colpiti. Inoltre, seguendo un lungo lasso di tempo della vita dei protagonisti, impariamo ad apprezzare le loro evoluzioni, sempre coerenti con ciò che accade nella vicenda, rendendoli l’opposto di quello che erano all’inizio e probabilmente diventando ciò che avevano sempre odiato.

Perché è un cult

Oltre alla bella storia, all’ottima sceneggiatura e alle maestose interpretazioni degli attori c’è anche altro. A far diventare “Breaking Bad” un vero e proprio cult sono anche regia, fotografia e la messa in scena in senso più generale. Dalla visione della serie infatti si capisce quanto i registi si siano divertiti con velleità registiche mai troppo forzate. Lo fanno citando opere del passato come “Trainspotting” e svariati dei primi film di Quentin Tarantino, dando alla serie un’atmosfera, per l’appunto, “tarantiniana“. Insomma “Breaking Bad” è una sorta di “dark comedy” che porta lo spettatore nella vita molto tragica e involontariamente comica dei protagonisti. Avvalendosi di scene entrate di diritto nell’immaginario collettivo. Un vero e proprio capolavoro, una pietra miliare della serialità moderna. Dopo 14 anni non è invecchiata di un giorno: attuale e godibilissimo come all’uscita. Se non avete mai goduto di questa perla o se volete rivederla per riprovare le stesse emozioni della prima volta. trovate la serie su Netflix.

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Di Alessandro Marasco

Redazione Network NCI

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