di Redazione Network NCI
Dopo che la perizia psichiatrica ha stabilito la volontà di intendere e di volere dell’imputata per l’omicidio di Viareggio, il pubblico ministero ha chiesto l’ergastolo per la donna che investì e causò la morte dell’uomo che le aveva appena rubato la borsa.
Il caso di Viareggio
I fatti risalgono alla notte tra il 7 e l’8 settembre 2024. Un’imprenditrice balneare di 65 anni era appena stata derubata della propria borsa da un marocchino senza fissa dimora di 52 anni. L’uomo l’aveva avvicinata in un parcheggio, dopo che era uscita da un ristorante in cui aveva cenato a Viareggio (Lucca). La donna, probabilmente sconvolta, si mise alla guida della propria auto ed investì il ladro più volte, uccidendolo. La vittima del furto è perciò stata accusata di omicidio. Benché la donna avesse provato a difendersi, affermando di aver solo cercato di bloccare il malvivente, senza volontà di ucciderlo, è stata rinviata a giudizio per l’accaduto.
La perizia psichiatrica
Durante l’udienza che si è svolta nel tribunale di Lucca il 28 maggio 2026, il pubblico ministero che si sta occupando del caso ha chiesto l’ergastolo per l’imputata. Secondo quanto riportato da TGcom24, l’accusa ritiene che la 67enne “non ha tentato di fermare l’uomo, ma di aggredirlo e sopraffarlo”, agendo con “volontà omicidiaria” e con l’intento di “punirlo come forma di giustizia privata”. La perizia psichiatrica – che era stata depositata a fine aprile – ha escluso il vizio di mente per l’imputata. La donna è stata ritenuta perfettamente capace di intendere e di volere. I due psichiatri sono stati ascoltati in aula, così come la difesa. Il pubblico ministero, dopo aver ascoltato tutte le deposizioni, ha richiesto l’ergastolo per la 67enne. La sentenza è attesa per l’11 giugno.
Per ulteriori notizie continuate a seguire Nasce Cresce Ignora!
Articolo a cura di Enrico Roca
© RIPRODUZIONE RISERVATA