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Il diavolo veste Prada 2 – la recensione: un sequel fedele allo storico primo film

di Redazione Network NCI

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Dopo 20 anni dal primo iconico capitolo, Miranda Priestly, Andy Sachs, Nigel Kipling ed Emily Charlton tornano ne Il diavolo veste Prada 2. Il sequel, diretto anche questa volta da David Frankel, è un film coerente con il lungometraggio del 2006. Il prodotto finale risulta essere un lavoro fatto discretamente bene, che rappresenta ancora una volta il difficile e controverso mondo della moda dall’interno. Ma non solo, è una pellicola che mostra come la percezione delle notizie e l’informazione in generale siano cambiate, soprattutto a causa dei social.

La trama si discosta non di poco dal romanzo La vendetta veste Prada ed è probabilmente un bene visto che fu stroncato dalla critica quando uscì nel 2013. Ci sono alcune note dolenti, come il non aver calcato troppo su tematiche importanti e attuali e non aver saputo dare il giusto spazio al personaggio interpretato da Kenneth Branagh. Noi siamo stati all’anteprima de Il diavolo veste Prada 2, ed ecco la nostra recensione.

Il ritorno di Andy da Runway e dalla temibile Miranda Priestly

Andy, interpretata ancora una volta da una strepitosa Anne Hathaway, è diventata nel tempo una giornalista affermata, con un matrimonio alle spalle finito male e con nessun figlio. L’ex fidanzato Nate non appare e non viene nominato in questa pellicola e questo potrebbe far contenti alcuni fan visto che da molti non è stato apprezzato il suo atteggiamento nei confronti di Andy nel primo film. Al suo posto ci sarà un nuovo interesse amoroso, un bravo e umile architetto che cercherà di dare il giusto supporto alla donna e di amarla come merita.

The Devil Wears Prada 2 Teaser Trailer Is HERE - Nerdist

Durante una premiazione, Andy e i suoi colleghi ricevono la notizia del loro licenziamento da parte della testata per cui lavorano, portando alla tristezza e allo sconforto la protagonista principale. Ma ecco che una “nuova” possibilità le si presenta davanti. In seguito all’accusa di aver dato spazio a un’azienda incolpata di caporalato, il presidente della società che gestisce la rivista di moda Runway, decide di offrire e affidare proprio ad Andy l’arduo compito di ripulire l’immagine dell’azienda. Incredula, la protagonista accetta e si ritroverà ancora una volta a lavorare, ora in un ruolo diverso, per la direttrice dell’iconico magazine: Miranda Priestly.

Miranda è sempre Miranda e Nigel è sempre una figura paterna

Il personaggio interpretato da Meryl Streep non è cambiato di una virgola: cinica, altezzosa, snob ecc. Ovviamente riesce a rubare la scena ancora una volta per il suo carisma e per i suoi modi di fare e trattare i suoi dipendenti che sono entrati nell’immaginario comune dal 2006 a questa parte. Carismatica e leggendaria, non si ricorda di Andy e la tratterà male all’inizio, non vedendola di buon occhio ma più come un bastone tra le ruote. Ma grazie alle sue spiccate doti, la protagonista riesce a fissare un incontro con una celebrità che non concede mai interviste (interpretata da Lucy Liu) e questo la riabilita agli occhi di Miranda.

The Devil Wears Prada 2 Trailer: Meryl Streep, Anne Hathaway Are Back

Anche il Nigel di Stanley Tucci sarà ancora una volta presente. Colui che ha sempre creduto nelle capacità di Andy e che più l’ha aiutata nel suo percorso anche qui fungerà come una sorta di figura paterna per la protagonista.

Il diavolo veste Prada 2 e i tempi che cambiano

Uno dei fulcri de Il diavolo veste Prada 2 è il tema dell’evoluzione del mondo dell’informazione. Di come sia cambiata la percezione delle notizie in un’era dove ormai è tutto digitalizzato e dove il cartaceo è passato in secondo piano. La rivista Runway non riesce più a vendere il suo storico manuale sulla moda come faceva un tempo, in un’epoca contraddistinta da un drastico calo dell’attenzione generale per notizie più complesse in favore di brevi video come i reels o lo scrolling nei social media.

Miranda si è dovuta adattare a questo nuovo mondo che non riesce a capire. Così come prova ad adattarsi, con scarsi risultati, al linguaggio da utilizzare al giorno d’oggi, come il non usare termini scurrili o parole che potrebbero offendere qualcuno. Anche Andy dovrà fare i conti con il basso numero di lettori dei suoi articoli per la rivista, nonostante siano ottimi pezzi.

Un altro segno dei tempi che cambiano è rappresentato dal figlio del presidente della società, interpretato da B. J. Novak, che succederà al padre e vorrà apportare dei grossi cambiamenti all’azienda, andando a ridimensionare la rivista togliendole il grande peso e budget che aveva, soprattutto per quanto riguarda i trasporti per la Fashion Week a Milano.

Le migliori scene a Milano e il nuovo ruolo di Emily

E proprio nella città meneghina, a nostro avviso, sono state girate le migliori scene del film. Zone come Brera, il Duomo e la Galleria Vittorio Emanuele II hanno dato un valore aggiunto al progetto grazie all’eleganza e lo stile del capoluogo lombardo, nonché capitale della moda. Nelle sequenze a Milano si potranno assistere a due grandi camei: uno di Lady Gaga che deve un favore a Miranda e l’altro di Donatella Versace che pranza con Emily, ora a capo di Dior.

Anne Hathaway, Meryl Streep and Emily Blunt Reunite in 'Devil Wears Prada 2' Trailer

A proposito di Emily: ha fatto anche lei carriera. L’ex assistente di Miranda ha sempre lo stesso carattere, spietata e terribilmente sarcastica nei confronti di Andy. Adesso però è a capo di Dior, una delle più grandi aziende di moda al mondo. Dopo un matrimonio che ha portato alla nascita di due bambini e al divorzio, Emily si fidanza con un ricco uomo d’affari. Avrà un ruolo fondamentale nel film, dove il suo rapporto con la Priestly sarà al centro. Una sorta di resa dei conti tra le due, che dimostra come l’essere umano sia soggetto alla sete di potere e al prevaricare sull’altro. Potremmo definirla come una vendetta quella di Emily nei confronti della sua ex datrice di lavoro, ma i colpi di scena son sempre dietro l’angolo.

Le note dolenti del sequel

Come già anticipato all’inizio, le note dolenti di questo film sono principalmente due. Una è quella di aver dedicato poco spazio al tema del caporalato nel mondo della moda. Da anni si sente ormai parlare di come grandi brand sfruttino i loro lavoratori sottopagandoli e obbligandoli a turni disumani con condizioni lavorative precarie. In questo sequel l’argomento in questione non viene trattato più di tanto, ma solo come espediente narrativo per far tornare Andy da Runway. Non stiamo sostenendo che l’intero film si sarebbe dovuto concentrare su questo ma almeno riservare un po’ più di spazio a una questione spinosa di tale rilevanza non sarebbe stato affatto male. Anzi, avrebbe aperto ancora più gli occhi su un tema che è più attuale che mai.

Seconda nota dolente: il ruolo di Kenneth Branagh. Dal nostro canto, un attore del suo calibro avrebbe meritato sicuramente un minutaggio maggiore e un ruolo più centrale. Il personaggio interpretato dal premio Oscar di Belfast è il nuovo compagno di Miranda. Un uomo buono e comprensivo che supporta la leader di Runway, ma che appare si e no in 3 minuti di film e non rende onore a un nome così importante del panorama cinematografico.

Un altro problema che abbiamo riscontrato è stato il sonoro. Nella parte iniziale del film l’audio si sente poco bene, con la musica che alcune volte sovrasta i dialoghi dei personaggi e le voci di questi avevano una sorta di eco. Ci teniamo a precisare che potrebbe anche essere stato un problema del cinema dove è stata proiettata l’anteprima. Quindi, se volete farvi una vostra idea a riguardo, andate a vederlo in una sala ben attrezzata dal punto di vista tecnico e del sonoro.

PRO

  • Interpretazioni magistrali da parte di tutti gli attori;
  • Scene girate a Milano le migliori del film, che dimostrano l’eleganza e la bellezza del capoluogo lombardo;
  • Tematiche del mondo controverso interno alla moda e dell’evoluzione dell’informazione ben trattate.

CONTRO

  • Tematica del caporalato usata solo come piccolo espediente per far sviluppare la trama;
  • Personaggio di Kenneth Branagh che avrebbe meritato un maggior minutaggio e un ruolo più centrale;
  • Sonoro insufficiente.

 

VOTO: 7,5

Il diavolo veste Prada 2 sarà disponibile nelle sale italiane a partire dal 29 aprile. Per altri articoli come questi e tutte le news a tema serie TV e cinema, continuate a seguire Nasce, Cresce, Streamma!

 

Articolo di Salvatore Carboni

 

 

 

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