Mondiali 2022 (@Shutterstock)
Manca sempre meno all’inizio dei Mondiali di Qatar 2022 e ormai tutti i riflettori sono puntati sul piccolo Paese arabo che nei prossimi due mesi ospiterà la più importante competizione calcistica al mondo. Il fascino della Coppa del Mondo torna quindi a monopolizzare il panorama calcistico, portando con sé non solo grandi partite, ma anche storie da raccontare per i prossimi decenni.
Infatti chiunque, almeno una volta nella vita, ha sicuramente sentito parlare delle gesta di Maradona nel 1986 o dei tre Mondiali vinti da Pelè, senza dimenticarci anche le grandi imprese dell’Italia nel 1982 e nel 2006.
La storia che verrà raccontata in questo articolo però è relativamente recente: risale infatti all’ottobre del 2009, quando si giocavano gli ultimi spareggi validi per l’accesso al Mondiale in Sudafrica del 2010. E come in ogni narrazione sportiva che si rispetti c’è un protagonista d’eccezione, che risponde al nome di Martin Palermo…
È l’ottobre 2009, siamo in Argentina e le cose in casa Albiceleste non potrebbero andare peggio. Sulla panchina della Nazionale siede Diego Armando Maradona, a cui la Federazione ha affidato il compito di portare una squadra ricca di talenti sul tetto del mondo. Tra questi si sono Leo Messi, all’epoca 23enne con già un Pallone d’Oro in bacheca, un giovane Gonzalo Higuain, che lotta per un posto da titolare a fianco del numero 10, e alle sue spalle scalpita un certo Carlitos Tevez. In panchina c’è anche il Kun Agüero, che nelle gerarchie parte leggermente dietro agli altri. Nel centrocampo ideato dal Pibe de Oro spicca il nome di Angel Di Maria, che già all’epoca mostrava la sua duttilità come mezz’ala. A guidare il reparto viene schierato nel ruolo di mediano il capitano, Javier Mascherano.
Nonostante la qualità della rosa, l’Albiceleste fatica a esprimere un gioco efficace e fatica soprattutto nel girone di qualificazione ai Mondiali del 2010. Prima prende sei gol a La Paz contro la Bolivia, poi perde tre gare di fila con Ecuador, Brasile e Paraguay. Con soli tre punti in cinque partite, c’è però ancora una piccola speranza di qualificazione: bisogna vincere col Perù alla penultima giornata e con l’Uruguay all’ultima.
La prima partita viene fissata per il 10 ottobre 2009 al Monumental, il leggendario stadio del River Plate: il caso (o forse il destino) vuole che quel giorno una pioggia torrenziale “colpisca” Buenos Aires, complicando parecchio la vita ai fantasisti argentini.
Lionel Messi (@Shutterstock)
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