Infarto (@Shutterstock)
Parte la sperimentazione per Inclisiranl, il nuovo incredibile medicinale che promette di abbassare notevolmente il tasso di mortalità causato da infarto e per questo così denominato: vaccino anti-infarto. Per la prima volta verrà testato su 3 pazienti che hanno già subito attacchi di cuore. Lo studio coinvolgerà oltre 10mila pazienti.
Anche definita una “malattia moderna“, l’infarto è oggi la prima causa di morte in Italia e, per questo, si cerca una soluzione per contrastare i problemi cardiovascolari.
Solo in Italia nel 2021 sono morte circa 230 mila persone a causa di infarto. Secondo l’ISTAT, il 31,7% degli uomini deceduti lo scorso anno sono morti con un attacco di cuore, per le donne la percentuale sale al 37%. I dati forniti dall’istituto statistico forniscono un quadro molto ben definito della situazione. L’infarto è la prima causa di morte in Italia, ma non solo. Con 18,5 milioni di vite perse, le malattie cardiovascolari sono anche la prima causa di morte nel mondo.
A quanto riportato nell’articolo de Il Sole 24 Ore, dopo il Covid-19 questi dati sono in netto aumento. Controcorrente sono invece i dati che riflettono i ricoveri a causa di infarto, scesi drasticamente del 30-40%. Anche le prime visite di controllo sono calate, spiegando un incremento così alto della mortalità. Senza prevenire e, di conseguenza, curare i problemi, questi si accumulano e hanno conseguenze irreparabili.
Vaccino (@Shutterstock)
Innanzitutto, l’Inclisiranl non è un vero e proprio vaccino. In realtà, è classificato come farmaco ma viene definito dai medici come vaccino a causa della sua capacità di ridurre fortemente l’infarto, andando ad agire sui fattori di rischio strategici che lo causano. Inoltre, il farmaco è somministrato con una iniezione sottocutanea, avvicinandolo molto al concetto di vaccino.
L’Inclisiranl è in grado di ridurre drasticamente, fino a dimezzarli, i livelli di colesterolo cattivo LDL-C, la principale fonte a causa di infarti e ictus. Inoltre, verrà somministrato due volte l’anno ai pazienti che si sono sottoposti al test. Il primo istituto ad aver accolto la sperimentazione è il Monzino di Milano. Qui sono state selezionate 3 donne a rischio di malattie cardiovascolari. Il team di ricerca si dimostra contento di questa partenza tutta al femminile poiché, molto spesso, questo tipo di malattie tendono ad essere “sottovalutate” nelle donne che, invece, hanno le stesse probabilità di acquisirle del genere opposto.
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di Gianmichele Trotta
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