Gaming

Twitch, gli utenti lanciano l’hasthag #BoycottTwitch su Twitter: cosa sta succedendo?

Twitch, la nota piattaforma di streaming, torna nuovamente al centro dell’attenzione, scatenando le ire di moltissimi utenti; infatti, sono già alcuni mesi che l’azienda sta facendo molto discutere, soprattutto per quanto riguarda la gestione di contenuti legati al gioco d’azzardo. E nonostante Twitch stia provando ad arginare e regolamentare, almeno in parte, questa tipologia di contenuti, il dissenso di streamer e spettatori sembra destinato a crescere, soprattutto dopo i recenti avvenimenti…

Il disastro al TwitchCon e il malcontento generale: cosa sta succedendo su Twitch?

Dopo il malcontento generale manifestato dai content creators in seguito alla divisione dei ricavi, ora sembra che anche i fruitori della piattaforma siano pronti a far sentire la loro voce. A generare continua disapprovazione tra i fan è il massiccio incremento di pubblicità durante le live, che impediscono così agli spettatori di godersi completamente il contenuto. A mettere Twitch in una posizione ancora più scomoda è la concorrenza di YouTube che, nell’ultimo periodo, ha migliorato notevolmente il suo servizio di streaming.

Come se non bastasse, durante il TwitchCon, evento organizzato dalla piattaforma di proprietà Amazon, si sono venute a creare una serie di spiacevoli situazioni. Una di queste è il grave infortunio rimediato dalla streamer ed ex attrice a luci rosse Adriana Chechik, che durante un tuffo in una “piscina di spugna” ha sbattuto violentemente la schiena a terra, rompendosi due vertebre. Oltre a questo spiacevole avvenimento, durante l’evento si sarebbero verificati casi di molestie e di misgendering; questo insieme di eventi avrebbe portato gli utenti a voler boicottare la piattaforma facendo diventare l’hasthag #BoycottTwitch virale su Twitter.

Molti account sul noto social network hanno utilizzato questo hasthag, invitando anche nei casi più estremi gli utenti a eliminare i propri profili; si tratta comunque di una scelta che, se portata a compimento, danneggerebbe moltissimi creators, soprattutto quelli più piccoli e di nicchia. Insomma, si tratta di una situazione tutt’altro che piacevole per tutte le parti coinvolte; ora però spetta a Twitch capire come agire, per tutelare i propri interessi, ma anche quelli dei propri utenti.

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Erik Veronese

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