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Tre italiane ai quarti di Champions: un’impresa ma non illudiamoci

Il risultato degli ottavi di Champions è stato estremamente soddisfacente per le squadre italiane. Tutte e tre le compagini del Belpaese impegnate, infatti, hanno staccato il pass per i quarti di finale. Un risultato davvero importante per Milan, Inter e Napoli, raggiunto in un momento storico nel quale il livello del campionato italiano sembrerebbe un passo indietro rispetto al resto d’Europa.

3 squadre ai quarti di Champions: non accadeva dal 2006

Nessuno lo mette in dubbio: avere tre squadre italiane ai quarti di Champions League è un risultato straordinario. Un risultato che non si verificava da ben 17 anni: nel 2006 fu la Juventus a fare “compagnia” alle milanesi. In quelle squadre giocavano campioni dal calibro di Adriano, Trezeguet e Shevchenko. Non solo grandi calciatori stranieri. Tra i protagonisti c’erano tanti giocatori italiani di grande spessore: Buffon, Cannavaro, Nesta e Inzaghi, per citarne qualcuno. Non a caso l’estate successiva la Nazionale italiana avrebbe trionfato ai Mondiali, portando a casa quello che a oggi è l’ultimo titolo iridato per gli Azzurri.

L’attuale livello del calcio italiano, invece, non può essere minimamente paragonato a quello del 2006. Per quanto il risultato appena ottenuto sia stato pienamente meritato da tutte e tre le squadre, è innegabile che il movimento italiano non sia ancora ai vertici del calcio europeo. Infatti, sebbene non ci sia un Paese con lo stesso numero di rappresentanti tra le migliori otto d’Europa, pare evidente come il calcio italiano abbia ancora tanto da migliorare.

Il calcio in Italia: perché è ancora indietro

Tralasciando la questione sulla Nazionale (che meriterebbe un ampio discorso a parte), i problemi del calcio italiano sono sotto gli occhi di tutti. In primis il campionato di Serie A è anni luce indietro dal punto di vista economico. Prendendo in considerazione i dati (fonte: Calcio e Finanza) dei ricavi dai diritti TV relativi alla stagione 2021/22 e confrontandoli con gli altri grandi campionati europei, l’Italia manifesta tutta la sua difficoltà.

Serie A (@Shutterstock)

Nella classifica la Premier League è, ovviamente al primo posto, riuscendo a distribuire ai suoi club un totale di 3 miliardi di euro; seguono, a debita distanza, Liga e Bundesliga, con il campionato spagnolo che fornisce alle sue società un totale vicino al miliardo e mezzo di euro, grazie anche ai ricavi dai diritti TV all’estero. Ancor più staccata la Serie A: in Italia i club ricevono meno di 900 milioni in totale.

Un sistema che non è destinato a crescere

Per comprendere l’enorme difficoltà economica del nostro campionato basta confrontare i ricavi dell’Inter, prima per incasso in Italia lo scorso anno (84 milioni di euro) e del Norwich, ultima in Premier League (116 milioni). Inoltre la situazione non è destinata a migliorare. Per il triennio 2024-2027 la Lega Serie A ha chiesto 930 milioni di euro annui per i diritti TV: cifra simile a quella dell’ultimo periodo triennale. Una cifra per la quale, al momento, nessuno ha ancora mostrato interesse.

È plausibile che l’offerta finale sarà ancor più bassa dell’attuale richiesta. Motivo per cui le società italiane avranno sempre meno denaro rispetto alle altre in Europa per investire sul mercato. Ne consegue, ovviamente, un abbassamento del livello medio del campionato, manifestato già dai risultati degli ultimi anni. I risultati europei della stagione in corso rappresentano un unicum nell’ultimo decennio, in cui l’Italia ha sempre faticato.

Un buon punto di partenza

È giusto esaltarsi per i risultati in Europa? Sì ma non si deve pensare che i problemi siano risolti. Andare avanti in Champions League è però un buon punto di partenza: le competizioni europee possono essere un’ottima vetrina per il calcio italiano. Il derby tra Napoli e Milan garantirà al Belpaese la presenza di una sua squadra in semifinale, evento che non si verifica da cinque anni.

Inoltre, se l’Inter dovesse superare il Benfica, avremmo sicuramente un’italiana in finale dopo sei anni. Un risultato insperato a inizio stagione, che potrebbe essere il pioniere della rinascita del movimento in Italia. Un movimento lontanissimo dai fasti del passato, quando le squadre italiane dominavano in campo europeo ed erano temute da tutte.

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Gianluca Scognamiglio

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