di Alessandra Santoni
I videogiochi sono capaci di regalarci emozioni intense, talvolta anche indimenticabili. Sono capaci di lasciarci un segno profondo e di farci riflettere.
Ecco perché abbiamo deciso di proporvi la nostra top 6 dei momenti più strazianti nei videogiochi.
Attenzione agli spoiler!
1. La morte di Aerith in Final Fantasy VII
La scena della morte di Aerith è forse una delle scene più strazianti ed emozionanti in ambito videoludico.
Il regista giapponese Nomura, durante un’intervista al New York Times, disse che la morte di quel personaggio fosse definitiva, come se dovesse lasciare un segno indelebile nell’animo dei giocatori.
Ciò che rende ancora di più la scena straziante è la potente musica di sottofondo ma soprattutto lo sfogo di Cloud Strife, che assiste inerme e impotente alla morte di Aerith.
2. La scomparsa di Sophie: Clair Obscur: Expedition 33
Ormai è senza alcun dubbio che Clair Obscur: Expedition 33 sia un successo mondiale. Un videogioco capace di regalare emozioni uniche e una sensazione di vuoto incolmabile.
Tra le tante scene strazianti, è degna di nota la scomparsa di Sophie, la compagna di Gustave. Nel prologo, Gustave saluta Sophie, proprio quando il monolito segna il numero 33.
Sophie, compiendo 33 anni, scompare insieme a tutti i coetanei. Le persone si dissolvono lentamente in tanti petali rossi, lasciando i propri amati al dolore della loro perdita.
Un dolore silenzioso, quasi ineccepibile, ma che distrugge emotivamente il giocatore.E che ci fa capire subito che giocare a questo titolo non sarà proprio una passeggiata emotiva…
3. Il ritrovamento di Maria in Gears of War 2
Il ritrovamento di Maria Santiago è uno dei momenti più toccanti di Gears of War 2. Si tratta di una scena di forte impatto emotivo ed è soprattutto centrale nello sviluppo della storia personale di Dom, uno dei protagonisti della saga.
Durante tutto Gears of War 2, è centrale l’ossessione di Dom nei confronti della ricerca della moglie scomparsa durante uno degli attacchi delle Locuste.
Dom e Marcus riescono a trovarla nel centro di detenzione sotterraneo delle Locuste, nel quale scoprono che i nemici stanno usando gli umani come cavie. Ed è proprio lì che Dom trova sua moglie.
Maria è stata prigioniera per anni, mentalmente spezzata e irriconoscibile. Le Locuste l’hanno privata di qualsiasi dignità pensabile. Dom la vede per come la ricorda: giovane, bella ma soprattutto viva.
Tutto ciò è solo un’illusione dettata dall’amore cieco e profondo che si può provare per il proprio amato.
Quando la realtà, però, gli cade addosso come un macigno insostenibile, realizza che sua moglie è ormai perduta in uno stato in cui non potrà più tornare se stessa. Con un colpo di pistola, la uccide, dandole finalmente la salvezza sperata e agognata.
Questa scena ci mostra la brutalità della guerra combattuta contro le Locuste non solo sul piano fisico ma anche sul piano emotivo e psicologico.
Dom è un uomo totalmente cambiato e il suo cambiamento raggiungerà l’apice del dolore in Gears of War 3.
4. La morte di Dom: Gears of War 3
Dopo aver perso la moglie e i figli, Dom decide di togliersi la vita facendo esplodere un camion per salvare i compagni.
Si tratta di un sacrificio eroico che va a completare l’arco narrativo iniziato, nel precedente videogioco, con la sua disperata ricerca della moglie Maria in Gears of War 2.
Il peso della morte della moglie, è un macigno pesante sulle possenti spalle di Dom, il quale lotta per trovare un senso a tutto il dolore che sta provando.
Senza dire niente ai compagni, ruba un camion cisterna e accelera fino a schiantarsi contro una stazione di carburante. Le sue parole finali sono “Questo è per te Maria” e sulle note di Mad World (stessa canzone usata nel trailer di Gears of War 1), muore schiantandosi contro la stazione.
La morte di Dom per tutto il team ha un impatto devastante, soprattutto per il migliore amico Marcus. Per lo stesso Dom, invece, è un gesto di liberazione e di ricongiungimento con la propria amata.
A seguito della sua morte, Gears of War 3 assume un carattere decisamente più cupo e riflessivo. In guerra non tutti i veri eroi sopravvivono e la perdita pesa nella realtà.
5. Accettazione del trauma in Hellblade: Senua’s Sacrifice
L’intera avventura della guerriera celtica Senua ruota attorno alla nascita del trauma per la perdita di Dillion.
Il viaggio, che ci regala questo videogioco, è di fatti motivato da una speranza, ovvero di cercare di sfidare gli dei per riportare in vita Dillion.
Senua è mobilitata da voci interiori, che litigano, incoraggiano e la insultano allo stesso tempo. Le voci rappresentano ansia, insicurezza e speranza.
A un certo punto del viaggio, nasce nell’animo di Senua la sensazione di essere colpevole della morte di Dillion, convincendosi del fatto che la sua malattia mentale lo abbia portato a soffrire e a morire.
Verso il finale del videogioco, la protagonista, raggiungendo il cuore di Helheim, affronta la dea dei morti, Hela, scoprendo che in realtà affronta sé stessa.
Il conflitto è tutto interiore ed è qui che nell’atto finale, Senua accetta la morte di Dillion, capendo che non potrà più tornare. Il dolore che vive non la rende maledetta o malata, ma semplicemente umana.
La scena è la più drammatica dell’intero gioco. La drammaticità deriva non da un evento esterno ma dal confronto con sé stessi, con la perdita e la stessa accettazione dell’inesorabile realtà.
6. La verità in Life is Strange
La verità spesso fa male, soprattutto in Life is Strange, dove rappresenta il fulcro centrale della drammaticità del videogioco.
Si tratta di una scoperta che cambia radicalmente il giocatore e che dà un peso totalmente diverso e nuovo a tutto ciò che si vive. Per tutto il corso del gioco, Max e Chloe cercano costantemente Rachel Amber, la migliore amica scomparsa di Chloe.
La verità è molto più cupa. Max e Chloe ritrovano il corpo di Rachel sepolto nella discarica ed è lì che Chloe crolla emotivamente. Tutto ciò in cui aveva sperato le crolla inesorabilmente addosso. Il dolore è pungente, straziante, non c’è scampo.
Il tutto accompagnato da un silenzio generale e un senso di impotenza devastante. Il dolore è un qualcosa che ci accompagna, che non ci lascia mai e che cammina fianco a fianco nella nostra quotidianità.
E chi siamo noi per non mettervi la nostra Top 6 delle scene più drammatiche?
E voi cosa ne pensate di questa Top 6? Fateci sapere la vostra nei commenti e rimanete aggiornati sul nostro sito.
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