Gaming

Top 6: I GOTY più meritati dal 2014 al 2024

Il Game of The Year è una tradizione che si tramanda di anno in anno da ben 10 anni. L’evento propone il grande premio del “Gioco dell’Anno”, assegnato al gioco più innovativo e meritevole di questo nome. Qui troverete la Top 6 GOTY assegnati durante gli anni. Buona lettura!

The Witcher 3: Wild Hunt (2015)

The Witcher 3: Wild Hunt ha rivoluzionato il modo di vedere gli open-world grazie al suo mondo immersivo, una narrativa matura e ben scritta, e un gameplay RPG stratificato a dovere. Il gioco ha rivoluzionato il modo in cui gli RPG raccontano storie, con missioni secondarie che risultavano altrettanto coinvolgenti quanto la trama principale.

Ha alzato l’asticella per gli RPG open-world, diventando il nuovo standard di riferimento per il genere. Il suo approccio narrativo ha influenzato una generazione di sviluppatori, spingendo l’industria a investire su storie più complesse, personaggi realistici e mondi che rispondano alle scelte del giocatore.

The Legend of Zelda: Breath of the Wild (2017)

The Legend of Zelda: Breath of the Wild ha rivoluzionato ancora una volta la formula dei giochi open-world, offrendo libertà totale al giocatore. Con un design che incoraggiava l’esplorazione spontanea e creativa, Breath of the Wild si è concentrato molto sul senso di scoperta, eliminando tutti gli obiettivi a schermo caratteristici del genere open-world.

Il suo approccio non lineare ha ispirato numerosi giochi open-world a rivedere il loro design, ponendo l’enfasi sulla libertà del giocatore e sulla fisica del mondo di gioco. Anche titoli come Elden Ring (anch’esso premiato GOTY) hanno preso ispirazione dalla filosofia di design di Breath of the Wild.

God of War (2018)

God of War del 2018, il reboot/sequel della serie del Fantasma di Spara ha trasformato un franchise noto per l’azione spettacolare in una storia emotivamente carica e intima tra un padre e suo figlio. L’ambientazione norrena, il gameplay rinnovato e la nuova regia hanno offerto un’esperienza cinematografica unica.

Ha mostrato come si potesse evolvere un franchise ormai consolidato senza perdere l’anima originale. Ha spinto l’industria a cercare un equilibrio tra narrazione emozionante e gameplay avvincente.

The Last of Us Part II (2020)

The Last of Us Part II è un sequel piuttosto controverso. Ha offerto una narrazione coraggiosa ma molto divisiva, esplorando temi di vendetta, perdita e redenzione con una profondità emotiva senza precedenti. La qualità grafica, il doppiaggio e l’attenzione ai dettagli tecnici sono tutt’ora dopo molti anni eccezionali.

Ha spinto il medium videoludico verso una narrazione più complessa e adulta. La sua capacità di provocare reazioni emotive forti ha dimostrato che i videogiochi possono affrontare tematiche difficili e suscitare dibattiti culturali.

Elden Ring (2022)

Elden Ring ha combinato il gameplay caratteristico dei Souls-like con un vasto mondo aperto, progettato in collaborazione con lo scrittore George R.R. Martin. L’esplorazione libera e la sfida del combattimento hanno catturato sia i fan dei giochi difficili sia un pubblico più ampio.

Ha ridefinito il design dei giochi open-world, creando un ambiente denso di misteri e segreti che premiano l’esplorazione e l’ingegno del giocatore, influenzando futuri titoli nel genere.

Astro Bot (2024)

Astro Bot ha ridefinito ciò che un platform può essere, sfruttando appieno le tecnologie moderne come la realtà virtuale o il design basato sul feedback aptico. È stato elogiato per il suo gameplay innovativo, che combinava nostalgia e nuove meccaniche.

Ha dimostrato che i giochi platform, spesso considerati di nicchia, possono essere ancora rilevanti e innovativi, spingendo il medium verso nuove direzioni tecnologiche e creative.

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Articolo di Giuseppe Crapanzano

Redazione Network NCI

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