The Boys è una delle serie supereroistiche più famose dell’ultimo decennio. Una serie che ha rivoluzionato il concetto di opera sui supereroi, contrapposta al successo stilistico Marvel e l’incertezza strutturale DC. Che lentamente si è costruita la sua fanbase appassionata, e che è diventata non solo un modo per essere critica di alcuni stilemi delle narrazioni supereroistiche, ma anche una parodia della società, soprattutto la società americana.
La prima stagione introduce il mondo di The Boys e il suo punto di partenza narrativo. I supereroi, in questo universo, non sono figure idealistiche ma proprietà di una gigantesca multinazionale: la Vought International.
La compagnia gestisce e commercializza i “super”, trasformandoli in marchi globali. Il gruppo più importante è quello dei Sette, guidato dal potentissimo e (segretamente) instabile Patriota.
La storia prende il via quando Hughie Campbell perde la fidanzata in un incidente causato dal velocista dei Sette, A-Train. Il trauma lo mette sulla strada di Billy Butcher, un uomo ossessionato dall’idea di distruggere i supereroi.
Butcher guida un piccolo gruppo clandestino, i “Boys”, che include anche Latte Materno, Frenchie e la nuova arrivata Kimiko.
Nel frattempo la nuova arrivata nei Sette, Starlight, scopre rapidamente la corruzione che domina il gruppo. Il vero segreto dell’universo emerge presto: i supereroi non nascono tali, ma vengono creati attraverso il misterioso Composto V.
La stagione si chiude con una rivelazione devastante: la moglie di Butcher, che credeva morta, è in realtà viva e ha avuto un figlio con Patriota.
La seconda stagione espande il conflitto tra i Boys e la Vought, mentre l’opinione pubblica scopre l’esistenza del Composto V grazie a Hughie e Starlight.
Entrano in scena nuovi personaggi fondamentali, tra cui Stormfront, una supereroina carismatica che si rivela presto essere una figura profondamente legata all’ideologia nazista. Incapace di invecchiare e primo esperimento di successo del Composto V, si ossessiona con Patriota, vedendolo come ciò che lei e il marito hanno sempre sognato.
La stagione esplora sempre di più il rapporto tra propaganda, potere mediatico e supereroi. Patriota diventa progressivamente più instabile, mentre Starlight si avvicina sempre di più ai Boys.
Nel finale, Stormfront viene sconfitta e la verità sulla Vought comincia a emergere pubblicamente, ma il potere della corporation rimane intatto.
La terza stagione cambia radicalmente gli equilibri introducendo una nuova arma: il Temp V, una versione temporanea del Composto V che dona poteri per 24 ore.
Butcher e Hughie iniziano a usarlo per affrontare i super alla pari, ma il prezzo fisico è devastante, oltre a una divisione tra loro e gli altri Boys.
In parallelo viene risvegliato Soldatino, una leggenda dei super, tenuto imprigionato in Russia per decenni. All’inizio Butcher e Hughie, abbandonati gli altri, ci si alleano. Ma il personaggio si rivela essere il padre biologico di Patriota, aggiungendo un ulteriore livello di tragedia familiare al conflitto.
Starlight intanto viene promossa a co-capitano dei Sette dal machiavellico Stan Edgar, a capo della Vought, ma ogni suo tentativo di fermare Patriota fallisce. Tutto questo però aumenta l’instabilità di Patriota, che sentendosi messo da parte diventa sempre più violento nei confronti di chiunque, facendo il bello e il cattivo tempo.
La stagione culmina in uno scontro tra Soldatino, Butcher e Patriota, ma il risultato è ambiguo: il villain resta al potere e il suo rapporto con il figlio Ryan diventa sempre più centrale.
La quarta stagione spinge la serie verso un territorio ancora più politico e cupo.
Patriota diventa una figura sempre più apertamente autoritaria e inizia a costruire un vero culto della personalità. L’America si divide tra sostenitori fanatici dei super e oppositori sempre più radicalizzati, che Starlight cerca di controllare ma senza successo.
I Boys, nel frattempo, sono in crisi. Butcher scopre di avere poco tempo da vivere a causa degli effetti del Temp V, mentre Hughie cerca una strada diversa rispetto alla spirale di violenza. Frenchie e Kimiko sono vittime dei fantasmi del loro passato, mentre Latte Materno non riesce più a reggere il peso della leadership ereditata da Butcher.
Positivamente, A-Train realizza gli errori della sua vita, e decide di diventare una talpa per i Boys alla Vought ora guidata da Patriota, ma Sage, la seconda in comando del super, riesce comunque a far realizzare il piano dei villains.
L’equilibrio del mondo appare ormai fragile: Patriota non ha più interesse a mantenere le apparenze, Butcher ha sviluppato un super-parassita che lo ha reso ancora più sanguinario e il conflitto finale sembra inevitabile.
Parallelamente agli eventi della serie principale si svolge la storia di Gen V, ambientata alla Godolkin University, una scuola per giovani super gestita sempre dalla Vought.
La protagonista è Marie Moreau, una ragazza con poteri legati al controllo del sangue.
La serie mostra come la Vought selezioni e addestri i futuri supereroi, ma anche come dietro la facciata dell’università si nascondano esperimenti segreti e manipolazioni genetiche.
Gli studenti scoprono l’esistenza di un virus progettato per colpire i super. Questo elemento diventa rapidamente uno dei potenziali fattori decisivi per il futuro dell’intero universo narrativo.
Il finale della prima stagione di Gen V si collega direttamente agli eventi di The Boys, con l’intervento di Patriota e la crescente tensione tra umani e super, terminando subito prima della quarta stagione.
La seconda stagione dello spin-off prosegue su questa linea, approfondendo il ruolo dell’università e mostrando come la nuova generazione di super stia diventando sempre più pericolosa e politicamente rilevante. Il finale termina con il gruppo di studenti ribelli guidati da Marie che si unisce ai Boys, mentre i seguaci più indottrinati della Vought entrano tra le file di Patriota.
Il cuore della serie è sempre stato lo scontro tra Billy Butcher e Patriota. Non si tratta solo di una rivalità personale, ma di due visioni opposte del mondo. Butcher rappresenta la rabbia umana contro i super, mentre Patriota incarna il potere assoluto senza alcun controllo. Con la quarta stagione, il villain ha ormai smesso di fingere di essere un eroe, trasformandosi in una figura quasi messianica per una parte della popolazione.
Il finale della serie potrebbe quindi ruotare attorno a una scelta radicale: eliminare definitivamente Patriota oppure accettare un mondo dominato dai super. La possibilità che Butcher si sacrifichi per fermarlo è una delle ipotesi più plausibili, soprattutto considerando gli effetti parassitari del Temp V. Un finale tragico per Butcher, magari riuscendo finalmente a distruggere il suo nemico, sarebbe coerente con il tono della serie e soprattutto con il personaggio.
Uno dei nodi più importanti riguarda Ryan, il figlio di Patriota. Ryan è il primo super nato naturalmente e rappresenta il possibile futuro dell’intero universo narrativo. Il suo percorso è costantemente diviso tra l’influenza del padre e quella di Butcher. La quinta stagione potrebbe trasformarlo nel vero arbitro del conflitto. Se Ryan decidesse di seguire le orme di Patriota, il mondo entrerebbe in una nuova era dominata dai super. Se invece scegliesse di opporsi al padre, potrebbe diventare la chiave per fermarlo.
Il gruppo dei Boys ha sempre funzionato come una famiglia disfunzionale, ma nel corso delle stagioni i suoi membri hanno preso strade sempre più diverse.
Hughie Campbell è passato dall’essere una vittima impotente a un uomo costretto a confrontarsi con il lato oscuro della vendetta. Il suo arco potrebbe chiudersi con una scelta opposta a quella di Butcher: rifiutare definitivamente la spirale di violenza.
Latte Materno rappresenta invece il tentativo di mantenere un codice morale anche nel mezzo del caos. Il suo futuro potrebbe essere legato alla ricostruzione di un mondo post-Vought, posto che non muoia ovviamente.
Personaggi come Frenchie e Kimiko hanno già attraversato archi narrativi molto personali, legati alla colpa e alla possibilità di una nuova vita. Per loro il finale potrebbe significare semplicemente sopravvivere e trovare finalmente una via d’uscita dalla violenza, anche loro ammesso e non concesso che sopravvivano.
Starlight, partita come la supereroina più idealista dei Sette, nel corso della serie è diventata una delle principali oppositrici della Vought International. In uno scenario possibile, Starlight potrebbe guidare un nuovo movimento di eroi disposti a opporsi al sistema costruito da Vought. Un finale del genere permetterebbe alla serie di chiudere lasciando aperta la possibilità di un mondo diverso, senza tradire il suo pessimismo di fondo ottenuto dopo tutti i traumi che ha vissuto.
Uno degli elementi più pericolosi introdotti nello spin-off riguarda il virus capace di uccidere i super. Questo elemento, emerso in Gen V, potrebbe diventare un’arma decisiva nella stagione finale. La sua esistenza pone un dilemma morale enorme: eliminare Patriota potrebbe significare anche mettere a rischio milioni di altri super. Una guerra biologica contro i supereroi rappresenterebbe l’escalation perfetta per l’ultimo capitolo della saga.
Fin dall’inizio, The Boys ha costruito la propria identità smontando il mito del supereroe.
Per questo motivo è possibile che la quinta stagione scelga un finale volutamente ambiguo. Anche se Patriota dovesse essere sconfitto, il sistema che lo ha creato potrebbe sopravvivere.
Dopotutto, la serie ha sempre suggerito che il vero problema non siano solo i super, ma il mondo che li idolatra e li trasforma in simboli di potere. Se la storia si chiuderà davvero con la quinta stagione, è probabile che il suo messaggio finale resti fedele alla sua filosofia: i mostri non nascono soltanto dal Composto V, ma da ciò che la società decide di celebrare.
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Articolo di Lorenzo Giorgi
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