Attualità

Svolta pillola abortiva negli USA: via libera alla vendita nelle farmacie

Biden interviene di petto sulla tanto discussa questione dell’aborto. L’amministrazione apporta una modifica a favore della vendita nelle farmacie della pillola abortiva; precedentemente dispensata solo dagli operatori sanitari. Necessaria, però, la prescrizione medica.

FDA dà l’annuncio della vendita nelle farmacie della pillola abortiva

Come riportato dalla BBC, le farmacie negli USA potranno, per la prima volta, somministrare pillole abortive mifepristone, previa prescrizione medica: un protocollo farmaceutico a base di uno steroide sintetico, capace di bloccare l’ormone necessario a portare avanti la gravidanza. Questa possibilità è garantita dalle nuove regole adottate dall’amministrazione Biden.

Se fino a qualche giorno fa le pazienti dovevano recarsi da un operatore sanitario per ottenere l’interruzione gravidanza, ora ci sono novità. In base alle nuove norme, sempre previa prescrizione medica, coloro che lo desiderano potranno acquistare la pillola in negozio o online. È chiaro quanto questa decisione influenzerà il numero di aborti volontari attraverso i farmaci. Una manovra politica, volta a bilanciare il ribaltamento della sentenza Roe vs Wade, che ha creato malcontento tra gli Stati più conservatori.

Vantaggi e problemi legati a questo farmaco

La maggior parte delle persone predilige un approccio farmacologico a quello chirurgico, secondo il Guttmacher Institute. Una mossa decisamente vantaggiosa e innocua ma i problemi emergono in ambito giuridico. Il mifepristone è assunto in combinazione con un secondo farmaco chiamato misoprostolo, che deve essere assunto entro le prime 10-12 settimane di gravidanza per stimolare quello che viene chiamato aborto farmacologico. Il misoprostolo, comunemente usato per l’aborto spontaneo, non è soggetto a restrizioni ed è acquistabile nei negozio, previa prescrizione. Tuttavia, le donne che abitano nei dodici Stati in cui l’aborto è vietato o fortemente osteggiato si troveranno costrette a recarsi negli Stati in cui l’aborto è garantito.

La scelta farmacologica rimane quella più in auge, soprattutto per motivi legati alla salute. È meno invasivo, meno traumatico per le donne e con una bassa percentuale di rischio per la propria incolumità rispetto all’opzione chirurgica che è quattro volte più pericolosa.

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Sergio Fanelli

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