Dopo una serie di flop sia di pubblico che di critica, Sony è stata costretta a fare un passo indietro. Il franchise sui villain di Spider-Man, detto Sony Spider-Man Universe, si è arenato dopo gli ultimi fallimenti. Sembra quindi che adesso si ripartirà da zero.
A eccezione della trilogia dedicata a Venom, lo Spider-Man Universe targato Sony Pictures non è riuscito a imporsi né al botteghino né presso la critica. Nonostante il coinvolgimento di nomi importanti davanti e dietro la macchina da presa, film come Morbius, Madame Web e Kraven the Hunter si sono trasformati in flop clamorosi, incapaci di costruire un vero entusiasmo attorno all’universo dei villain di Spider-Man.
Il risultato? Una frenata netta e la decisione di ripartire da zero.
Il presidente e CEO di Sony Pictures, Tom Rothman, ha annunciato l’intenzione di procedere con un reboot totale dell’universo condiviso legato ai nemici dell’Uomo Ragno. Una scelta che segna, di fatto, la chiusura di un capitolo nato con grandi ambizioni ma mai davvero decollato.
L’idea iniziale era chiara: costruire uno Spider-Man Extended Universe capace di reggersi anche senza la presenza diretta dell’eroe, puntando su antagonisti iconici e su una narrazione più cupa, scollegata dal Marvel Cinematic Universe. Ma l’assenza di una visione coesa e di un piano a lungo termine ha pesato. A differenza del modello costruito da Marvel Studios, l’universo Sony è sembrato frammentato, privo di una direzione narrativa forte.
La trilogia di Venom, con Tom Hardy protagonista, ha rappresentato l’unica eccezione: pur divisiva, ha trovato un pubblico e generato incassi solidi. Gli altri titoli, invece, non sono riusciti a creare lo stesso legame con gli spettatori, spesso penalizzati da sceneggiature deboli e da un’identità poco definita.
Ora Sony si trova davanti a una scelta strategica delicata: rilanciare i personaggi con un nuovo approccio, magari più integrato con l’attuale versione di Spider-Man interpretata da Tom Holland, oppure ridefinire completamente il tono e la struttura del franchise.
Il reboot rappresenta un’ammissione implicita: il pubblico non segue più automaticamente un marchio solo per riconoscibilità. Serve una visione chiara, una pianificazione solida e, soprattutto, una proposta narrativa che vada oltre il semplice sfruttamento di IP note.
Dopo una fase di tentativi e false partenze, Sony sembra pronta a ricostruire dalle fondamenta. La domanda è se riuscirà finalmente a trovare una direzione capace di trasformare i villain dell’Uomo Ragno in protagonisti credibili, e non soltanto in spin-off isolati in cerca di identità.
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Articolo di Lorenzo Giorgi
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