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Smile 2: la recensione dell’angosciante sequel horror

Smile 2 è approdato ieri, 17 ottobre, nelle sale dei cinema italiani e noi abbiamo potuto assistere alla premiere del sequel horror, che nel 2022 aveva conquistato, a sorpresa, il mercato cinematografico.

Quando un sorriso diventa l’arma peggiore

 

 

Il regista Parker Finn, dopo il successo ottenuto nel 2022 con Smile, punta di nuovo in alto con Smile 2.

Per chi non lo sapesse, si tratta di un film horror ambientato negli Stati Uniti su uno spirito maligno che riesce a saltare da un corpo all’altro attraverso un sorriso malvagio, provocando nelle vittime tremende allucinazioni, che le portano al suicidio pur di liberarsi di questa ossessione.

Qualora qualcuno assista alla morte della vittima, egli viene colpito da questa maledizione, continuando così la catena di morte e terrore. L’unico modo che si ha per liberarsi del demone è compiere un omicidio davanti agli occhi di qualcuno così che il male possa passare in un nuovo ospite.

Al centro di questo sequel abbiamo come protagonista Naomi Scott, che recita nella parte di una pop star affermata, Skye Riley, che è appena uscita da un periodo davvero difficile.

Pronta a rilanciare nuovamente la sua carriera con un tour mondiale, dopo aver compiuto un percorso di disintossicazione da droga e alcol e di recupero dopo un incidente in auto nel quale il suo fidanzato ha perso la vita e lei ne è uscita gravemente infortunata, il demone infetta Skye, si nutre delle sue paure più profonde e la spinge innumerevoli volte al suicidio.

Proprio così. Il male riesce a celarsi dietro un semplice ed inquietante sorriso che bracca costantemente la protagonista.

Il dolore fa da protagonista

 

 

Il film gira quindi tutto attorno alla protagonista, al suo dolore, che è ulteriormente accentuato dalla società che la circonda, ma soprattutto dall’entità maligna, che si nutre dei suoi incubi e timori più reconditi.

Senza fare alcuno spoiler, Smile 2 riesce a limare bene quel sottile velo che separa la realtà dall’irrealtà. Smile 2 si presenta come un ottimo sequel, che offre un deciso passo avanti rispetto al suo predecessore.

Ciò che davvero stupisce e crea la giusta atmosfera che serve ad un film horror, è l’utilizzo della regia e della videocamera, che riescono a donare un senso costante di angoscia e disagio che perdura per tutto il film e che culminano in innumerevoli jump scare.

Difficilmente vi potreste annoiare guardandolo, anzi non riuscirete a staccare gli occhi dallo schermo. Da non sottovalutare la colonna sonora, che ci accompagna per tutto il film intensificando la paura.

Nel primo film, si assisteva ad un ritmo lento, a tratti quasi ipnotico. Qua, invece, la situazione è completamente diversa: si procede come in una sorta di escalation.

Sono tanti i punti a favore del film: si parte dai vari concetti che lo attraversano, come la questione della colpa e dei traumi mentali, o la metafora di un’odierna società in continua ricerca di persone sorridenti che negano la presenza del dolore.

Il sorriso imposto alla protagonista, una donna davvero sofferente, è già di per sé un mostro che deve combattere, un sorriso autoimposto e imposto da una società oppressiva, che ne trascura i tormenti interiori minimizzandoli.

Da non tralasciare gli effetti visivi, le scene cruente, il sangue, gli incubi, il tutto è realizzato in maniera davvero magistrale, degni di un ottimo film horror.

Voto: 8

E voi che ne pensate? Andrete a vedere questo film? Fateci sapere la vostra nei commenti e rimanete sempre aggiornati sul nostro sito.

Alessandra Santoni

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