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Sicurezza sul lavoro: 1041 morti solo nel 2023 e l’edilizia è il settore più colpito

di Giorgio Stanga

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Il tema della sicurezza sul lavoro è da sempre un tema caldo, su cui da decenni si cerca di trovare una soluzione. E il 2023 non è stato un anno diverso: infatti, si parla di 1041 morti in tutta Italia. Le regioni più colpite, come riportato da RaiNews, sono Abruzzo, Umbria, Basilicata, Puglia, Molise, Campania e Calabria. Mentre, la fascia di lavoratori più colpita è quella degli ultra sessantacinquenni.

Alcuni dati di un problema sempre più grave

Secondo i dati dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega Engineering di Mestre, diminuiscono gli infortuni sul lavoro, ma aumentano le morti: parliamo di un aumento dell’1,1% rispetto al 2022.

Inoltre, sempre secondo i dati nazionali, le sopra-citate regioni vedono un’incidenza superiore al 25% rispetto alla media nazionale. Le regioni più “sicure”, nella zona bianca, sono invece: Lazio, Toscana e Valle d’Aosta. In mezzo alla classifica, abbiamo tutte le altre regioni, con un’incidenza, per l’appunto, media.

Non solo le regioni, l’Osservatorio ha anche individua anche l’identikit dei lavoratori più a rischio per fascia d’età. Per chi ha un’età compresa tra i 15 e i 24 anni, ad esempio, il rischio di morire sul lavoro è ben superiore rispetto ai colleghi che hanno un’età compresa tra i 25 e i 34 anni (27,9 infortuni mortali ogni milione di occupati, contro i 16,2, sempre ogni milione di occupati). Un dato che peggiora con i lavoratori più anziani. Infatti, l’incidenza più elevata si registra proprio nella fascia dei lavoratori ultra sessantacinquenni (138,3 infortuni mortali ogni milione di abitanti), seguita dalla fascia di lavoratori compresi tra i 55 e i 64 anni (60,7 infortuni mortali ogni milione di abitanti).

Morti lavorando e in itinere

Delle 1041 vittime citate, 799 di esse hanno perso la vita sul luogo di lavoro, mentre lavorano concretamente (con un aumento dell’1,1% rispetto al 2022); mentre, 242, i restanti, hanno perso la vita in itinere, ovvero hanno perso la vita nel tratto di strada per recarsi a lavoro (com una diminuzione del 19,3% rispetto al 2022).

La regione più colpita per le morti in occasione di lavoro? La Lombardia con 133 morti. Seguono Campania, con 75 morti, Veneto, con 72 morti ed Emilia Romagna, con 70 morti. Le meno colpite, invece, visto anche il numero di abitanti minore, sono la Basilicata, con 10 morti, il Molise, con 5 morti e la Valle d’Aosta, con 1 morto.

Di questi lavoratori, inoltre, moltissimi sono stranieri sui 799 morti lavorando, ben 155 sono stranieri. Non solo, il rischio di morte sul lavoro di uno straniero risulta essere più che doppio rispetto agli italiani. Gli stranieri, infatti, registrano 65,3 morti ogni milione di occupati, contro i 31,1 italiani che perdono la vita durante il lavoro ogni milione di occupati.

Il settore più colpito: l’edilizia

Il settore delle costruzioni è quello che, nel 2023, si conferma con più incidenti mortali: ben 150 morti. Seguono i settori: dei Trasporti e Magazzinaggio, con 109 decessi, quello delle attività manifatturiere, con 101 morti e quello del commercio, con 64 morti.

Infine, un ultimo dato che viene riportato è quello delle denunce: 41171 nel 2023, contro le 84327 del 2022. Un dato, qui, che diminuisce, quasi della metà, anche se ancora troppi sono gli infortuni mortali nel nostro Paese.

E tu cosa ne pensi di questi allarmanti dati? C’è una soluzione che può essere presa per diminuire i dati elencati? Faccelo sapere con un commento!

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