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Serie D, giocatore espulso rimane in campo: gara da rigiocare

di Redazione NCI

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La classe arbitrale, in Italia, è da anni finita nell’occhio del ciclone: polemiche, proteste, recriminazioni e chi più ne ha più ne metta. Episodi spesso condizionati dalla foga agonistica di atleti e dirigenti, annebbiati dal solo obiettivo di veder primeggiare la propria squadra. Quanto accaduto lo scorso 5 dicembre in Serie D, però, ha del bizzarro: un calciatore, infatti, pur essendo stato espulso ha proseguito a giocare. Risultato? Punteggio non omologato e gara da rigiocare.

Stranezza non singolare nel calcio italiano, poiché vi è un precedente alquanto allarmante e curioso.

Doppia ammonizione ma continua a giocare: il caso Shehu

Il sopracitato evento è accaduto nel corso di Aglianese-Athletic Carpi, gara valida per il quattordicesimo turno del Girone D di Serie D. Un match poco appetibile ai più, se non fosse per il curioso misfatto. Florent Shehu, calciatore della formazione locale, è stato doppiamente ammonito dal direttore di gara, il signor Edoardo Papale della sezione di Torino. Il giocatore, però, ha continuato a giocare poiché l’arbitro aveva erroneamente attribuito il primo cartellino al compagno di squadra Michelangelo Nieri.

La prova tv ha scongiurato ogni dubbio, annullando il 2-2 finale e decretando la ripetizione della gara, a data da destinarsi.

Quel precedente in Lega Pro…

Come già annunciato, non si tratta del primo caso nel calcio italiano. Il 12 novembre 2013, infatti, nel corso di Gubbio-Barletta, il calciatore degli umbri, Giuliano Laezza ha continuato a giocare nonostante fosse stato espulso dall’arbitro al 95′. Tutto questo sotto lo sguardo incosciente del signor Antonio Lacagnina di Caltanissetta, il quale ha proseguito con noncuranza a dirigere l’incontro, peraltro terminato con la vittoria degli ospiti per 1-0.

Ad “aiutare” Laezza sarebbe stato proprio un assistente del direttore di gara, reo di aver permesso al difensore di continuare a giocare.

Due episodi che, a distanza di tanti anni, non possono che rappresentare delle curiose e divertenti casualità.

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di Lorenzo Ruggieri

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