Il prossimo dicembre Scream festeggerà 30 anni. Dal 1996 la saga creata dal compianto Wes Craven accompagna gli appassionati con un horror tanto intelligente quanto rivoluzionario per il genere slasher. Con Scream 7 arriva un nuovo capitolo che, pur presentando alcune sbavature, riesce comunque a mantenere viva l’anima della saga senza compromettere del tutto la visione.
Il dettaglio più apprezzabile è il ritorno tanto atteso, dopo l’assenza nel sesto film, di Neve Campbell nei panni di Sidney Prescott e Courteney Cox in quelli di Gale Weathers. Oltre ai loro ritorni, vediamo un cambiamento importante nel cast e nella regia, che passa a Kevin Williamson (storico sceneggiatore della saga). Rispetto al film precedente manca il duo delle sorelle Carpenter, interpretate da Melissa Barrera e Jenna Ortega, mentre si aggiungono Mckenna Grace, Isabel May, Anna Camp, Joel McHale e Celeste O’Connor, con il ritorno anche di Jasmin Savoy Brown, Mason Gooding, David Arquette, Matthew Lillard e Scott Foley.
La pellicola si apre molto bene con un intro davvero interessante, che riporta alle origini. Oggetti, ambientazioni e pericolo sempre dietro l’angolo creano collegamenti dettagliati e un comparto scenografico piacevole da vedere. Da qui il film prosegue con una prima parte accettabile, in cui piccoli tasselli iniziano a comporsi e Ghostface entra subito in azione.
Il problema principale arriva nella seconda metà: il film non riesce a prendere davvero il volo, resta fermo, prova a salire ma torna continuamente al punto di partenza. In tutti i capitoli della saga ci sono sempre state forzature nelle uccisioni, con personaggi quasi indistruttibili, ma qui il tutto risulta ancora più esagerato.
Il legame tra le gesta di Ghostface e Sidney Prescott appare troppo debole e non crea un collegamento diretto capace di dare motivazioni forti all’assassino. Le sequenze d’azione e le uccisioni restano interessanti, ma risultano leggermente inferiori rispetto ai capitoli precedenti, considerando che sono sempre stati uno dei punti di forza della saga.
La sceneggiatura avrebbe potuto osare di più, magari costruendo una relazione più intensa tra Sidney e l’assassino, con un legame storico più forte — magari anche con il primo film — così da dare maggiore peso emotivo alla storia e rendere le motivazioni più incisive. In alcuni momenti si percepisce il potenziale di un collegamento più profondo che però non viene mai davvero sfruttato fino in fondo.
I momenti di tensione, comunque, funzionano grazie a delle ottime inquadrature, a una fotografia curata e a qualche plot twist interessante che riesce a mantenere viva l’attenzione dello spettatore.
PRO
CONTRO
Un ritorno che possiamo definire nostalgico per una delle saghe horror più amate dagli anni ’90 a oggi. Alcuni dialoghi e alcune comparse richiamano con forza il passato, sottolineando l’importanza di certi personaggi all’interno del franchise. Pur essendo un sequel diretto di “Scream 6”, il film risulta quasi staccato dal precedente. Un’occasione che avrebbe potuto avere un sapore diverso ma che, purtroppo, resta solo in parte centrata. Rimane comunque un film godibile, senza troppe pretese.
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Voto: 7
Articolo di Damiano Longo
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