di Redazione Network NCI
Venerdì 30 ottobre i cittadini italiani dovranno fare i conti con uno sciopero generale, che causerà svariati disagi in tutte le città. Tra i motivi della protesta ci sono il caro vita, i salari bassi e il riarmo. La tensione rimane alta, soprattutto a Roma, dove ci sarà la massima allerta per possibili azioni violente.
Sciopero generale, chi si ferma
Lo sciopero di venerdì 30 ottobre è stato convocato dall’Unione Sindacale di Base (Usb), coinvolgendo sia i lavoratori del settore pubblico, che quelli del privato. Come riportato da TGCom24, “sono coinvolti lavoratori di amministrazioni pubbliche, servizi, aziende private e altri settori produttivi che aderiscono alla protesta.” Per quanto riguarda i trasporti, lo sciopero è stato ufficialmente precettato dal Ministro Matteo Salvini, ma non sono esclusi possibili disagi per chi si metterà in viaggio. Usb ha ufficialmente rigettato la circolare che precettava il blocco dei servizi, ma le varie aziende locali hanno formalmente ritirato la partecipazione alla mobilitazione. Si uniranno alla protesta anche i lavoratori del settore portuale. I motivi di questo sciopero generale sono il caro vita, gli stipendi troppo bassi rispetto ai costi e il riarmo.
Massima allerta
Nelle città italiane resta la massima allerta, in particolare nella Capitale. La manifestazione convocata da Usb a Roma, vedrà un corteo partire da Piazzale Aldo Moro (quindi l’ingresso della Sapienza) e proseguire alla volta della Stazione Termini o verso Piazza della Repubblica, per terminare nei pressi del Colosseo, o del Circo Massimo. Tuttavia, si teme il rischio di infiltrazioni all’interno del corteo e quindi potenziali scontri e disordini. Gli agenti delle forze dell’ordine sono al lavoro per prevenire tutti i possibili rischi e far in modo che i cortei si svolgano in maniera pacifica, dando modo ai manifestanti di esprimere il loro dissenso.
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Articolo a cura di Enrico Roca
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