Scienziati (@Shutterstock)
La scienza è in continua evoluzione e la ricerca, soprattutto nel campo medico, ingegneristico ecc. è fondamentale per cercare di contrastare le malattie, “vecchie” e nuove. E il nuovo studio dei ricercatori del Massachusetts Institute of Technology (MIT) va proprio in questa direzione…
I ricercatori, grazie a un piccolo chip, sono riusciti a ricostruire in maniera semplificata una milza e hanno pubblicato i risultati dello studio sulla rivista dell’Accademia Nazionale delle Scienze Americana (PNAS). L’organo, situato sotto il diaframma nella parte sinistra dell’addome, è fondamentale per l’essere umano.
La milza, infatti, svolge molteplici funzioni, tra cui produrre globuli bianchi, ripulire il sangue dai globuli rossi invecchiati, controllare la presenza di agenti patogeni e particelle estranee. Il chip mostra i problemi di una malattia che colpisce milioni di persone in tutto il mondo, ovvero l’anemia falciforme; questa malformazione genetica ereditaria del sangue causa una produzione alterata di globuli rossi a forma di mezzaluna, bloccando il flusso di sangue. Grazie al chip quindi, gli scienziati potranno studiare e testare i farmaci più accurati per poter sviluppare la terapia più adatta contro l’anemia falciforme.
I ricercatori dello studio, guidati dal dottore Yuhao Qiang, hanno scoperto che chi soffre di anemia falciforme, nel 5% dei casi, ha i “filtri” della milza completamente otturati. L’occlusione, che in casi del genere spesso capita nei bambini, provoca una grave anemia e l’ingrossamento dell’organo. Gli scienziati, inoltre, grazie al chip hanno notato che il fenomeno, denominato splenico acuto, si verifica con maggiori probabilità quando il livello di ossigeno nel sangue è basso; riportando i livelli di ossigeno alla normalità, il blocco si risolveva autonomamente. Grazie ai risultati della ricerca, si potranno studiare meglio il processo di filtraggio delle cellule del sangue e il ruolo della milza nel corpo umano.
In futuro, gli scienziati sperano che il dispositivo possa aiutare i medici ad analizzare le cellule del sangue dei loro pazienti, in modo da monitorare costantemente la malattia, che affligge 6,5 milioni di persone in tutto il mondo.
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