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Scienza: in futuro le pillole da prendere saranno sostituite da… un’iniezione

Ogni giorno milioni di persone in tutto il mondo fanno uso di pastiglie o compresse mediche. Le cause sono varie, dai problemi di stomaco all’emicrania, dai problemi di colesterolo a quelli cardiaci, ecc… C’è anche chi, purtroppo, prende molti farmaci in un solo giorno perché soffre di diverse problematiche e ricordarsi di prendere tutte le pastiglie non è semplice. Gli orari non sono sempre gli stessi e in molti si puntano la sveglia, in diverse ore del giorno, per prendere compresse o altri medicinali, ma può capitare di dimenticarsene comunque. Grazie agli enormi passi avanti della scienza moderna, in un futuro non lontano si potrà ovviare a questo problema.

Scienza: lo studio

In uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Advanced Materials, è stata presentata una nuova tecnologia, che sostituirà il problema di dover prendere le pastiglie ogni giorno. Con una semplice iniezione ad inizio trattamento medico, si potrà fare a meno di tutte le pastiglie e compresse mediche.

L’iniezione contiene delle microparticelle piene di farmaco che, quando sarà necessario, verranno rilasciate nell’organismo. Un’idea non nuova, ma la tecnologia utilizzata stavolta è molto più avanzata delle precedenti. Si chiama PULSED (Particles Uniformly Liquified and Sealed to Encapsulate Drugs), utilizza la stampa 3D ad alta risoluzione e la soft litografia, tecniche che vedono l’utilizzo di materiali morbidi e gommosi.

Grazie a queste tecnologie si possono produrre oltre 300 delle microscopiche particelle cilindriche, biodegradabili e atossiche, da inoculare attraverso una semplice iniezione. I cilindri, fatti di PLGA, un materiale utilizzato in molti dispositivi terapeuti, rilasciano le dosi di farmaco a comando, basta solamente regolare la velocità. Una differenza sostanziale rispetto alle tecnologie precedenti, che rilasciavano prime dosi più corpose, per diminuire con le dosi successive. Così il rischio di avvelenamento era molto alto, oppure, se la quantità era troppo scarsa, c’era il rischio di ridurre l’efficacia del trattamento.

I possibili vantaggi

Nonostante la tecnologia non sia mai stata testata per rilasci così lunghi, alcuni studi in laboratorio confermano la sua efficacia, che potrebbe arrivare fino a sei mesi dalla prima iniezione. Le microparticelle, dato che rimangono nel posto in cui vengono iniettate, potrebbero rappresentare un’efficace cura contro il cancro. Il rilascio prolungato del farmaco, in un determinato punto, potrebbe rendere la chemioterapia più efficace e, soprattutto, meno invasiva rispetto a quella classica utilizzata finora.

Non ci resta che attendere novità a riguardo, per quella che potrebbe rappresentare una svolta nel campo medico.

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davide gerace

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