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Le votazioni per l’autorizzazione ad un nuovo sciopero contro l’accordo riguardante in primo piano i doppiatori nei videogiochi si sono concluse, e la maggioranza (98,32%) dei membri del SAG-AFTRA ha approvato l’iniziativa. Ciò non vuol dire però che il sindacato abbia indetto uno sciopero, ma potrebbe presto diventare realtà con conseguenze dirette su titoli in sviluppo.
Dall’ottobre 2022 si sono susseguite diverse negoziazioni dell’accordo sui media interattivi, che videro come protagoniste aziende molto note in materia di videogiochi come Activision Productions Inc., Insomniac Games Inc. ed Epic Games. Queste società si sarebbero rifiutate di assecondare alcune richieste del SAG-AFTRA quali l’aumento dei salari proporzionalmente all’inflazione, tutele sull’uso di intelligenza artificiale e precauzioni di sicurezza.
La presidente Fran Drescher sarebbe quindi intervenuta incitando le aziende produttrici di videogiochi a “smettere di giocare“, cercando di comprendere le difficoltà di chi ha deciso di intraprendere la carriera di doppiatore che, a differenza degli amministratori delegati, non hanno una retribuzione soddisfacente.
È poi intervenuto Ray Rodriguez, capo responsabile dei contratti, affermando che questo sciopero rappresenterebbe la profonda necessità di raggiungere un accordo, affinché questi “artisti di talento” ricevano misure di sicurezza basate sul buon senso e, soprattutto, una paga dignitosa. Ci sono stati problemi analoghi anche per coloro che lavorano nel cinema e nella televisioni che, appunto, causarono qualche disagio. Il rifiuto da parte di queste società porterebbe quindi ad inevitabili posticipazioni anche di grandi titoli anche molto attesi.
Scioperare è davvero la soluzione? Oppure si danneggia troppo il sistema rischiando di non ottenere niente? Fatecelo sapere su Nasce, Cresce, Respawna e continuate a seguirci per altre news dal mondo del gaming!
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