Nazionale di calcio della Russia (@Shutterstock)
Il 28 febbraio scorso, attraverso un comunicato congiunto, FIFA e UEFA avevano reso noto di aver escluso la Nazionale e i club russi da qualsiasi competizione. Una decisione giunta in seguito alle pressioni di altre Federazioni, che avevano manifestato il proprio dissenso in merito alla partecipazione della Russia ai Mondiali del 2022, e dei club alle competizioni europee in corso. Dopo averne vietato l’inno, l’esposizione della bandiera e del nome, il massimo organo del calcio mondiale ha intrapreso questo drastico provvedimento.
La notizia è stata lietamente accolta dall’opinione pubblica, scatenando un’ondata di soddisfazione. In terra sovietica, però, le reazioni sono state del tutto opposte. Il Ministro dello Sport russo Oleg Matytsin, infatti, ha pubblicamente dichiarato tutto il suo disappunto. Inoltre, come riporta Il Corriere dello Sport, la questione potrebbe non concludersi qui.
In seguito al comunicato della FIFA, a Mosca si è tenuta la riunione finale del collegio del Ministero dello Sport della Federazione russa. “Tutti capiscono che lo sviluppo dello sport mondiale è impossibile senza la Russia” ha dichiarato con fermezza Oleg Matytsin, Ministro dello Sport russo. Inoltre, Matsytsin ha aggiunto: “Analizzeremo le prese di posizione di FIFA e UEFA, valutandone le basi legali. In seguito, faremo tutto il possibile per proteggere i nostri interessi“.
Insomma, il secondo round dello scontro tra lo sport mondiale e la Russia ha ufficialmente preso inizio. Il Ministro, infatti, ha poi dichiarato: “L’olimpismo è stato violato: si tratta di un principio che prevede la pari dignità e la non discriminazione a livello politico. Perciò, difenderemo le nostre posizioni. Proteggeremo gli interessi degli atleti russi e il loro diritto a partecipare alle competizioni“. Anche in campo sportivo, lo scenario non si prospetta uno dei migliori.
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