Gaming

Rockstar accusata di “trollare” i fan di Red Dead Online

Ormai da qualche anno Rockstar Games si trova in una condizione precaria di equilibrio. Da una parte, è amata per la moltitudine di titoli prodotti dalla qualità eccelsaGrand Theft AutoRed Dead Redemption, LA Noire, Bully e molti altri. Dall’altra, però, viene costantemente ricoperta di critiche per l’apparente disinteresse a portare avanti proprio queste serie. Tutte le attenzioni dell’azienda californiana sembrano incentrare solo su GTA Online, che a distanza di anni è ancora fonte di milioni di ricavati. Questo atteggiamento, ovviamente, sta iniziando a stancare parecchio i giocatori di tutto il mondo, che ora si sentirebbero addirittura “trollati“.

La desolazione di Red Dead Online

La goccia che ha fatto traboccare il vaso è arrivata qualche giorno fa, quando sul proprio profilo Twitter Rockstar ha annunciato come evento del mese di maggio l’arrivo di “grandi premi” per tutti i giocatori di Red Dead Online. Questi non sarebbero altro che dei mediocri boost per la moneta di gioco e XP, nulla di troppo entusiasmante, insomma. Inoltre, questo tipo di vantaggi non suona come nulla di nuovo, cosa che invece i giocatori di GTA Online ricevono ogni giorno. Il massimo a cui si può puntare di ottenere su Red Dead, dunque, sarebbe qualcosa che su GTA non ci si accorge neppure di avere.

 

 

Questo ha fatto imbestialire i fan, che, giustamente, si sentono parecchio presi in giro. Dopotutto, a cadenza regolare, Los Santos diventa il teatro di emozionanti eventi come nuove rapine, inseguimenti, gare e veicoli incredibili. Le terre di Red Dead Redemption, invece, rimangono desertiche e desolate, anche se le potenzialità per nuove avventure sarebbero pressoché infinite. La community, infatti, non riceve un update definibile tale da mesi e i giocatori connessi sono sempre di meno.

La negligenza di Rockstar Games

Ma qual è il motivo dietro così tanto desolazione? Ovviamente, come sempre, i soldi. Quando Rockstar lanciò il multiplayer di Red Dead Redemption 2, probabilmente, era già ben consapevole che non avrebbe mai raggiunto il successo di quello di Grand Theft Auto V, a tal punto da non provarci neppure. Fu un progetto morto ancora prima di vedere la luce, soppresso dai milioni di giocatori di GTA. Rockstar ha pensato che supportare Red Dead Online sarebbe stata solo una perdita di denaro, dato che i soldi spesi per aggiornare la modalità sarebbero difficilmente tornati indietro.

Questo comportamento, molto materialista e pragmatico, è proprio di un’azienda che punta moltissimo al profitto (non solo a quello, ovviamente). Se i giocatori di Red Dead vedono quelli di GTA come “privilegiati”, anche questi si sono stancati di giocare allo stesso gioco da ormai 9 anni. Solo in questi mesi l’arrivo di Grand Theft VI non sembra più un miraggio, ma questo non vuol dire che sia dietro l’angolo.

 

 

Insomma, con Rockstar c’è poco da fare, almeno finché questa avrà la sua “gallina dalle uova d’oro“. L’unica cosa che possiamo sperare è che tutti i soldi ricavati spremendo GTA Online vengano investiti sullo sviluppo di GTA VI, così da avere la possibilità di produrre uno dei giochi più “profondi” di sempre, ancora più di Red Dead Redemption 2.

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Lorenzo Fazio

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