Attualità

Regno Unito: arrivata a destinazione la chiatta che ospiterà 500 migranti

La mega chiatta che già alcuni mesi fa il governo britannico aveva confermato di utilizzare per la gestione dei richiedenti asilo è arrivata alla sua destinazione finale nel Regno Unito. Come riportato da La Stampa il barcone sarà operativo per 18 mesi e potrà ospitare fino a 500 uomini adulti. Molto forti le critiche da parte di diverse organizzazioni per i diritti umani contro questa decisione non ritenuta idonea per la gestione dell’emergenza migranti.

La mega chiatta

Il nome della mega chiatta è Bibby Stockholm e, dopo alcuni lavori di ristrutturazione nella città di Falmouth, in Cornovaglia, è giunta ora alla sua destinazione definitiva, sulla costa meridionale dell’Inghilterra. La nave sarà ormeggiata nel porto di Portland, nel Dorset, e ospiterà 500 uomini adulti, come dichiarato dal Ministero degli Interni britannico. La chiatta fornirà vitto e alloggio per molti migranti, alleggerendo la pressione sugli alberghi durante l’elaborazione delle richieste d’asilo. Infatti la sistemazione dei migranti in questa posizione sarà esclusivamente temporanea. Il Primo Ministro Rishi Sunak ha da sempre posto come una priorità la lotta all’immigrazione illegale, presentando diversi piani per impedire l’ingresso dei molti richiedenti asilo attraverso la Manica a bordo di piccole e pericolose imbarcazioni.

Le critiche

Non mancano certamente le critiche per l’utilizzo della Bibby Stockholm: ritenuta un “ambiente oppressivo” è stata infatti ristrutturata dopo essere stata impiegata in Germania e Olanda per ospitare persone senza fissa dimora o richiedenti asilo. Attualmente, secondo le informazioni fornite dai proprietari della nave, ci sarebbero a bordo camere con bagno privato, sala TV, sala giochi e una palestra. Questi sarebbero comfort pensati per intrattenere i migranti nell’attesa di disbrigare le pratiche necessarie alla loro regolarizzazione. Ora mancherebbe solo la controfirma del Re Carlo III al provvedimento di legge “Illegal Migration Bill” che prevederebbe proprio la permanenza dei richiedenti asilo, stimata fra i tre e i sei mesi, a bordo del mastodonte galleggiante.

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Francesco Ferri

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