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Ragusa, neonato abbandonato tornerà dai genitori biologici

Era il 4 novembre 2020 quando il piccolo Raffaele Fortunato, nato poche ore prima da una relazione extraconiugale a Ragusa, venne ritrovato in un sacchetto dell’immondizia con il cordone ombelicale ancora attaccato. A chiamare le Forze dell’Ordine è stato un commerciante locale, che poi si è scoperto essere il padre biologico del piccolo.

Il neonato è stato poi affidato alle cure di un’altra famiglia che negli ultimi 3 anni l’ha cresciuto con affetto e amore, ma che oggi rischia di vederselo strappato dalle mani. Tutto a causa di una sentenza del Tribunale di Catania, che ha disposto la restituzione del bambino alla madre naturale, nonostante lei sia ancora sotto accusa per abbandono di minore.

La ricostruzione dei fatti di Ragusa

Il piccolo Raffaele Fortunato, così chiamato dai medici dell’Ospedale Giovanni Paolo II di Ragusa, è stato il frutto del rapporto fra un commerciante della città e una donna di Modica. La coppia era stata sposata e aveva avuto anche un’altra figlia, prima del divorzio e del concepimento del piccolo Raffaele.

Il padre biologico, quel 4 novembre 2020, si era recato a Modica, dove la donna gli aveva consegnato il bambino, nato in casa poco prima. A quel punto l’uomo era tornato a Ragusa, aveva abbandonato il piccolo in un cestino dei rifiuti e aveva chiamato le autorità, inscenando un ritrovamento fortuito.

Il piccolo, trasportato di fretta all’ospedale cittadino in condizione critiche, si riprese in fretta e dopo 20 giorni venne consegnato in preadozione alla famiglia affidataria. Il padre biologico è stato condannato a due anni di reclusione per abbandono di minore, mentre per la madre bisogna attendere l’udienza di febbraio: la difesa della donna si basa sul fatto che lei dichiara di aver affidato il piccolo al suo ex marito nella speranza che lui lo portasse in ospedale.

Neonato (@Shutterstock)

Cosa succederà al bambino?

La madre naturale ha chiesto l’annullamento della dichiarazione di adottabilità, voluta dalla coppia affidataria del piccolo Raffaele, ricevendo anche il sostegno del Tribunale dei minorenni di Catania. Il giudice ha infatti deciso che il bambino dovrà essere consegnato alla donna che lo ha partorito entro il 28 dicembre, nonostante lei debba essere ancora giudicata per l’abbandono.

Sulla vicenda si è pronunciata anche la Corte di Cassazione, che ha accusato il Tribunale di Catania di aver commesso un errore. Per ora, però, l’unica sentenza vincolante è quella che rischia di strappare il piccolo Miele (questo il nome dato al bambino dai genitori affidatari) alla famiglia che lo ha cresciuto in questi 3 anni.

La madre ha deciso quindi di aprire una petizione su Change.org, famosa piattaforma per la raccolta di firme, che in poco tempo ha raggiunto le 21mila sottoscrizioni. La sua speranza è quella di poter continuare a crescere con amore il piccolo Miele, evitando al bambino il trauma di un altro abbandono. La donna, che sul sito si fa chiamare “Mamma Miele”, è l’ennesima dimostrazione del fatto che i genitori non sono coloro che mettono al mondo un neonato, ma quelli che spendono affetto, tempo ed energie per crescerlo.

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Alessandro Colepio

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