Attualità

Netanyahu: nega che a Gaza i palestinesi stiano morendo di fame

Gaza, Netanyahu nega il genocidio e la carestia: «È la menzogna del momento, scattiamo foto ai palestinesi e non c’è nessun denutrito». A sostegno della sua tesi, il premier ha usato le immagini raccolte dall’esercito israeliano su prigionieri palestinesi, sostenendo che nessuno di loro mostra segni di malnutrizione.

Netanyahu nega tutto

«Dall’inizio della guerra a oggi Israele ha deciso di fornire alla popolazione civile di Gaza beni essenziali: cibo, acqua, medicine». L’ha definita “la menzogna del momento”. Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha negato che la popolazione della Striscia di Gaza stia morendo di fame e che Israele segue una politica di blocco degli aiuti, nonostante le valutazioni internazionali secondo cui il territorio è a rischio critico di carestia.

Secondo il leader di Likud, la narrativa di un’emergenza umanitaria causata deliberatamente da Israele non corrisponde alla realtà: «Dal primo giorno, o dai primi giorni della guerra, abbiamo deciso di fare una politica. Stiamo seguendo Hamas, non la popolazione civile, non solo per permettere di lasciare teatri di combattimento, ma anche per supportarli con le esigenze essenziali: cibo, acqua e medicine»; così riporta anche IlGiornaleDiItalia. Ha anche sottolineato come Israele abbia consentito l’ingresso di grandi quantità di aiuti umanitari nella Striscia, facendo arrivare 1,8 milioni di tonnellate di cibo e di aiuto. “Una quantità enorme che“, secondo quando afferma, “è il motivo per cui non c’è stata nessuna carestia massiva“.

A sostegno della sua tesi ha dichiarato che l’esercito israeliano ha scattato foto a migliaia di prigionieri palestinesi di Gaza, sostenendo che nessuno di loro mostra segni di malnutrizione: «Prendiamo migliaia di prigionieri, li separiamo in civili e combattenti e li fotografiamo. Qual è la prima cosa che fate quando prendete un prigioniero in Gaza? La prima cosa che fate è chiedere a lui di togliere il segno. Vogliamo vedere che non c’è un vestito di suicidio. Migliaia e migliaia di prigionieri hanno tolto il loro vestito e non si vede uno, non uno emaciato, neanche uno, dall’inizio della guerra fino al presente».

L’accusa sul genocidio

Netanyahu ha respinto anche l’accusa più grave, quella del genocidio, sostenendo che Israele rispetta il diritto internazionale e distingue tra obiettivi militari e popolazione civile: «Questo è ciò che la legge internazionale e la sensibilità comune richiedono. Quindi lo abbiamo fatto».

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Articolo di Marco Luciano Salvi

Redazione Network NCI

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