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Negli USA freddo da record, ecco perché non arriva anche da noi

di Gianmichele Trotta

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Negli ultimi giorni si sente sempre più spesso parlare dei danni provocati dal maltempo negli Stati Uniti. Recentemente, infatti, gli USA sono stati colpiti da un’ondata di freddo da record, come non si era mai vista negli ultimi 40 anni. Molti, però, si staranno chiedendo come mai questo maltempo non arrivi anche da noi, considerando che Italia e USA si trovano circa sullo stesso parallelo. Le ragioni sono differenti…

57 vittime per il freddo negli USA

Negli Stati Uniti la “tempesta perfetta” sta provocando non pochi problemi, in alcuni casi anche molto tragici. Come riporta il conteggio di NBC News, sarebbero 57 le vittime che il maltempo ha provocato negli ultimi giorni. 27 di queste morti proverrebbero solamente dalla contea di Erie, New York. Il dirigente della contea, Mark Poloncarz, in una conferenza stampa ha detto:

Possiamo vedere una sorta di luce alla fine del tunnel, ma questa non è ancora la fine“.

Le morti direttamente legate al freddo sono state riscontrate in 12 Stati: Colorado, Illinois, Kansas, Kentucky, Michigan, Missouri, Nebraska, New York, Ohio, Oklahoma, Tennessee e Wisconsin. Molti di questi decessi sono riconducibili a problemi cardiaci, riscontrati mentre le vittime cercavano di rimuovere la neve. In altri casi, invece, dovute al monossido di carbonio prodotto dal riscaldamento.

Montagne (@Shutterstock)

Perché il freddo non arriva in Europa

Dopo aver assistito alle tragedie riportate dal maltempo negli USA, una domanda che può sorgere spontanea potrebbe essere “questo freddo può arrivare anche da noi?”. Saperlo in anticipo potrebbe aiutarci a prepararci al meglio per ogni evenienza. Tuttavia, gli esperti tranquillizzano, assicurando che è estremamente raro che l’Europa possa essere colpita da eventi del genere. Anzi, quanto sta avvenendo in America sembra essere in linea con il “DNA” del territorio stesso. Ci sarebbero diversi motivi per cui il maltempo che vediamo oltreoceano non potrebbe arrivare fino a noi. A spiegarlo è Giulio Betti, meteorologo del Consiglio nazionale delle ricerche (CNR) e dell’AMPRO, l’associazione dei meteorologi professionisti.

Il ruolo dell’Oceano

In un suo tweet, il meteorologo ha spiegato che la motivazione principale è riconducibile all’Oceano Atlantico. Infatti, negli USA il vortice polare deve percorrere “solamente” migliaia di chilometri di terra, che trattiene di più il freddo. Per arrivare in Europa, invece, il vortice deve oltrepassare l’oceano Atlantico che ne aumenta la temperatura, anche a causa delle correnti calde come quella del Golfo al nord Europa. Inoltre, una forte influenza la porta anche il Mar Mediterraneo, che è a sua volta un grande “serbatoio” di calore.

Le catene montuose

Un’altra importante motivazione, spiega il meteorologo, deriva dall’orografia dei due territori. In particolare, negli USA la catena delle Montagne Rocciose – che copre una vastissima area in senso longitudinale dal Canada agli Stati Uniti – aiuta il vortice polare a concentrarsi sulla parte orientale del continente. Al contrario, in Italia la maggiore catena montuosa, cioè le Alpi, aiuta a trattenere il freddo. Stessa azione producono i Monti Urali, che dividono la Russia europea da quella asiatica.

La fonte di aria fredda

Infine, al contrario del nord America, l’Europa è molto distante dalla più vicina fonte di aria fredda, la Siberia, che difficilmente potrebbe influenzare il clima del continente. Insomma, le probabilità che l’Europa e l’Italia siano colpite da vortici di aria fredda come quelli che stanno colpendo gli Stati Uniti sono veramente poche. Al contrario, è più preoccupante l’aumento delle temperature dettato dal cambiamento climatico che, come riporta il World Meteorological Organization, sta colpendo l’Europa stessa.

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