Sia in italiano che in originale, “Il pianeta del tesoro” presenta un bel cast di doppiatori. Jim, la cui voce italiana è Emiliano Coltorti, è doppiato da Joseph Gordon-Levitt, John da Bill Murray, il Capitano Amelia è doppiato da Emma Thompson in originale e da Cristiana Lionello in Italiano. Ancora troviamo Luca Ward a dare la voce a Scroop, in originale doppiato da Michael Wincott, e Maurizio Crozza a dare la voce a B.E.N. che in originale ha la voce di Martin Short.
La colonna sonora è stata composta da James Newton Howard, già compositore per “Waterworld” (Kevin Reynolds, 1995), “Space Jam” (Joe Pytka, 1996) “Il sesto senso” (M. Night Shyamalan, 1999) e tanti altri grandi film. Nell’edizione italiana è presente anche il brano “Ci sono anch’io“, cantato da Max Pezzali la cui direzione musicale è stata nelle mani di Claudio Cecchetto e Pier Paolo Peroni. Un bellissimo brano che si sposa perfettamente al background e le ambizioni di Jim. È fra i brani italiani più celebri mai incisi per un film Disney.
A fronte di un budget di circa 140 milioni di dollari, “Il pianeta del tesoro” ne ha incassati circa 110 milioni. I motivi sono numerosi e la colpa non è attribuibile alla qualità della pellicola in sé. Fra i motivi di tale fallimento possiamo trovare il marketing, sottotono rispetto a come ci ha abituato Disney e soprattutto sottotono rispetto alla concorrenza. Proprio quest’ultima è un altro grande motivo che ha portato la pellicola a passare in sordina. Infatti al momento dell’uscita de “Il pianeta del tesoro” c’erano in circolazione già altri grandi titoli di fantascienza. Uno su tutti “Star Wars: Episodio II – L’attacco dei cloni“.
Nonostante questo la pellicola è riuscita ad aggiudicarsi delle buone recensioni da parte della critica e anche una candidatura agli Oscar come Miglior film d’animazione. In gara c’era anche “Lilo & Stitch“. Il premio è poi andato a “La città incantata” (Hayao Miyazaki, 2001).
Si tratta di un film non privo di difetti, a partire dalla qualità di alcune animazioni, ma che merita comunque una seconda possibilità. Almeno per rendere giustizia ad un prodotto uscito al momento sbagliato e rilasciato, forse, con un pizzico di leggerezza. L’obiettivo di questo articolo è anche quello di permettere alle nuove generazioni, o a chi si fosse perso questa piccola perla, di scoprire un grande film. “Il pianeta del tesoro” è la prova che non sono i numeri a fare la qualità, anche se una pellicola si rivela un grande flop commerciale può comunque essere un ottimo film.
La pellicola è disponibile su Disney+ e, se foste interessati, potete trovarlo anche in versione fisica su Amazon a questo link: https://amzn.to/3CJrHXi
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