Come ben si sa, l’attuale energia nucleare, sottoposta a una produzione commerciale, si basa sulla fissione nucleare. La produzione di energia, quindi, avviene tramite la divisione del nucleo di un atomo, il quale sprigiona energia. In pratica un neutrone viene sparato contro un atomo pesante di uranio, ad esempio, causandone la rottura e la conseguente energia. Questa reazione produce le tanto discusse radiazioni, le quali però vengono rinchiuse nelle centrali tramite delle barriere.
La fusione, invece, è l’esatto opposto. Si cerca, in questo caso, di unire due atomi leggeri in uno più pesante. La fusione, quindi, è innanzitutto più economica e rinnovabile ma emette anche meno radiazioni e crea meno pericoli, dato che non sussisterebbe il rischio di reazioni a catena. Tuttavia, questo processo richiede temperature altissime, alla pari di quelle presenti nelle stelle – ed effettivamente è la stessa reazione presente nel Sole – per questo motivo al momento troppo dispendiose e difficili da contenere nei reattori.
Come già detto, la fusione nucleare sarebbe un’opportunità grandiosa di produzione energetica. Innanzitutto perché sarebbe materialmente economica e possibile ovunque nel mondo, anche in Paesi poco ricchi in termini di materiali energetici come l’Italia. In secondo luogo, sarebbe ancora più pulita e sostenibile di qualsiasi energia attualmente sul mercato. Tuttavia, non è mai stata al centro della produzione commerciale per i suoi limiti tecnici.
Il progetto ITER subentra per risolvere questi limiti. ITER sta per International Thermonuclear Experimental Reactor e consiste nel ricercare una soluzione per il contenimento del plasma e ottenere dalla fusione più energia di quella consumata per metterla in atto. La principale soluzione vede la possibilità di utilizzare non materiali fisici per il contenimento di calore ma un campo magnetico.
Il progetto ha sede in Francia dalla sua fondazione nel 2007 e accoglie scienziati da tutto il mondo. In particolare, l’Italia è tra i Paesi maggiormente coinvolti in questo progetto, infatti circa il 60% dei contratti industriali per la costruzione di ITER sono stati aggiudicati da aziende italiane.
Si stima che questo ambizioso progetto possa avere la sua fase sperimentale, o DEMO, entro il 2040, per poi iniziare ad essere messo in commercio per la produzione commerciale di energia, in caso di esito positivo, entro il 2060. Certamente manca ancora moltissimo tempo per la sua messa in atto ma non possiamo che esserne orgogliosi in quanto questo ambizioso progetto internazionale vede noi italiani protagonisti.
Speriamo di avere acceso in voi curiosità per questo tema caldo, data la crisi energetica e politica che stiamo vivendo e che vede al centro delle discussioni molto spesso questo tipo di energia. Un’energia tanto innovativa quanto spaventosa a un primo sguardo. Tra tutte le tipologie di produzione energetica è sicuramente quella più difficile da realizzare per le complicanze tecniche e scientifiche ma che, proprio per questo, una volta comprese diventa piena di opportunità e speranza.
Questo è solo un accenno a quello che è l’energia nucleare e per una più approfondita analisi vi invitiamo a condurre delle ricerche personali.
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di Gianmichele Trotta
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