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Medicina – Una startup ha ideato un’IA in grado di compiere diagnosi in pochi secondi!

Da Londra arriva un startup molto promettente che sfrutta l’intelligenza artificiale per aiutare il medico nella diagnosi di una radiografia. Il co-fondatore e amministratore delegato della startup V7 è l’italiano Alberto Rizzoli, il quale non è nuovo a sperimentazioni di questo tipo; già in passato, infatti, aveva ideato l’app Aipoly, finalizzata ad aiutare i non vedenti e ipovedenti. Vediamo i dettagli nel prossimo paragrafo.

Startup V7: come funziona l’IA che mira a rivoluzionare la diagnostica medica

Come riporta TGCOM24, l’app realizzata da V7 è imperniata totalmente sull’intelligenza artificiale, in grado di imparare ogni giorno da diverse diagnosi realizzate dai medici. Ad esempio, quando un radiologo diagnostica una frattura, l’IA apprende da questo caso per poter diagnosticare da sola altri episodi simili. Data quindi la presenza del medico, quali vantaggi può fornire una tecnologia di questo tipo?

Come afferma Rizzoli, l’IA è in grado di attuare delle diagnosi in tempi estremamente ridotti rispetto a quelle tradizionali, nell’ordine di pochi secondi. Oltre all’abbattimento dei tempi, è possibile raggiungere una precisione e capacità assai superiore a quella di un medico in carne e ossa. Il requisito fondamentale per ambire a questa efficienza, tuttavia, è quello di “foraggiare” l’intelligenza dell’app mediante continui casi di diagnosi. Se migliaia di radiologi si unissero a questo scopo, l’IA raggiungerebbe dei risultati straordinari. Rizzoli afferma:

“Nello specifico, per trovare una cellula cancerogena dopo uno screening per il tumore al pancreas ci vogliono più o meno 13 ore, con l’intelligenza artificiale può essere trovata in pochi secondi”.

L’interesse verso la startup è senz’altro molto vivo, tanto da aver ricevuto un finanziamento di ben 33 milioni di dollari. Le ampie risorse finanziarie potrebbero quindi rappresentare il trampolino da lancio per espandere il proprio potenziale nei mercati più rilevanti, in primis quello degli Stati Uniti. La stretta collaborazione con grandi aziende del calibro di Siemens o GE Healthcare, infatti, permetterebbe di compiere il salto di qualità necessario per completare e limare l’intelligenza dell’app. Vedremo in futuro se il progetto otterrà il successo sperato, anche se molti risultati promettenti sono già stati ottenuti.

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Lorenzo Peratoner

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