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Medicina: paziente guarito dall’HIV grazie al trapianto di midollo osseo

Dalla Germania arrivano delle buone notizie per la cura dell’HIV; un paziente di 53 anni, in seguito a un trapianto di midollo osseo per la cura della leucemia, è risultato guarito dal virus dell’AIDS. Vediamo i dettagli, riportati da “Il Messaggero” e “Adnkronos“…

La condizione del paziente

Nel 2011 a un uomo è stata diagnosticata una leucemia mieloide acuta, che consiste in un tumore che ha origine nelle cellule staminali del midollo osseo e che progredisce molto velocemente. Il midollo osseo è un tessuto spugnoso situato all’interno delle ossa lunghe, dove si originano le cellule staminali “indifferenziate”, perché non hanno ancora un ruolo preciso, e che permettono lo sviluppo delle cellule che costituiscono il sangue.

La leucemia del paziente venne scoperta insieme alla malattia dell’HIV, costringendolo a ricorrere alla chemioterapia e al trapianto di midollo osseo, avvenuto nel 2013 grazie a un donatore. Dopo il trapianto, volto a contrastare la leucemia, accadde tuttavia un evento inaspettato; l’HIV era scomparso. I medici hanno preferito comunque continuare la terapia antiretrovirale (assunzione di una serie di farmaci per contrastare la diffusione della malattia) per diversi anni, fino a interromperla nel 2018. I risultati molto promettenti dello studio condotto dagli esperti dell’Università di Dusseldorf, sono pubblici e disponibili sulla rivista “Nature Medicine“.

Il trapianto di midollo e la speranza di una cura

Il trapianto di midollo osseo è necessario affinché le cellule staminali di un donatore sano, una volta immesse nel midollo osseo della persona colpita dal tumore, possano ripopolare il midollo del ricevente. Si tratta di un’operazione complessa e ad alto rischio, ma che ha avuto risultati straordinari nel paziente tedesco; le cellule staminali del donatore presentavano infatti una mutazione (definita “Δ32”) che garantiva una resistenza all’HIV.

Finora ci sono stati solamente altri due casi di pazienti guariti allo stesso modo; uno di Londra e uno di Berlino. È bene sottolineare che la procedura medica adottata in questi casi è replicabile solamente nei pazienti che soffrono sia di leucemia che di HIV; di conseguenza, i risultati ottenuti con questi trattamenti rappresentano un punto di partenza promettente per una cura meno invasiva dei pazienti che soffrono di AIDS. Come ha affermato uno degli autori dello studio, Bjorn-Erik Ole Jensen:

“Ora sono necessarie ulteriori ricerche su come ciò possa essere reso possibile al di fuori del ristretto insieme di condizioni che abbiamo descritto”.

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Lorenzo Peratoner

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