Sono le notizie che non ti aspetti che ti lasciano senza fiato per più tempo, come la morte di una persona che nell’immaginario sta bene ed ha la parvenza di “immortale”. Nella scorsa notte è deceduto a Ravenna Maurizio Zamparini, ex presidente di Palermo, Venezia e Pordenone, a causa delle complicazioni dovute ad una peritonite.
L’imprenditore è stato presidente del Palermo, del Venezia e Pordenone, ed in ognuna di queste squadre ha ottenuto risultati importanti come il ritorno in Serie A o l’approdo in Coppa Uefa. Ma Zamparini nell’ideologia comune resta il “Presidente Mangia-Allenatori”, capace di cacciare tecnici per una sconfitta.
Diamo a Cesare quel che è di Cesare. Con l’esonero facile, ma un intenditore di calcio come pochi. Zamparini negli anni ha scoperto fior fior di giocatori, basti pensare all’Italia del 2006 che comprendeva ben quattro rosanero: Barzagli, Barone, Grosso e Zaccardo. Una storia d’amore ed odio coi tifosi, ma impreziosita dagli arrivi di giocatori straordinari come Pastore, Kjaer, Ilicic, Dybala, l’ultimo in ordine temporale.
Ci lascia Maurizio Zamparini: un uomo forse difficile da capire, ma davvero innamorato del gioco del pallone.
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Di Alessio Caruso
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