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L’Università europea di Fiesole vuole eliminare “il riferimento cristiano” dalla festa di Natale: scatta la polemica

di Francesco Ferri

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Una notizia ha sollevato un vero vespaio presso l‘Università europea di Fiesole. L’Istituto, infatti, vorrebbe eliminare “il riferimento cristiano” dalla festa di Natale così da salvaguardare la “diversità” e “l’inclusività”. Immediatamente è scoppiata la polemica.

La polemica per la festa di Natale

L’Istituto universitario europeo di Fiesole, in provincia di Firenze, vorrebbe eliminare “il riferimento cristiano” dai festeggiamenti per il Natale. Questo per ottemperare agli obblighi del “Piano per l’uguaglianza etnica e razziale dell’Eui” come riportato da TGCOM 24. Secondo il piano, infatti, le feste religiose vanno inserite nel calendario ma il linguaggio con cui le si comunica deve essere totalmente “inclusivo”.

Le proteste per il Natale

Ovviamente non hanno tardato ad arrivare le proteste. La consigliera di Fratelli d’Italia alla città metropolitana di Firenze, Alessandra Gallego, ha sostenuto “Se il presidente dell’Iue vuole annullare il Natale, allora si trovi anche un’altra sede per svolgere la sua attività“. Proseguendo poi che l’Istituto “Ha la propria sede nella Badia fiesolana, un luogo dove nel passato sorgeva l’oratorio dedicato ai santi Pietro e Romolo (patrono di Fiesole). Questa decisione sembra completamente fuori luogo e dimostra una mancanza di rispetto per le tradizioni italiane e per il significato profondio che il Natale ha per tantissime persone“.

“Questa non è laicità ma laicismo”

Secondo il capogruppo di Forza Italia in Consiglio Regionale, ossia Marco Stella: “Questa non è laicità ma laicismo. Una sana laicità prevede pluralismo e dialogo, non la cancellazione della storia e dell’identità. Fa un po’ sorridere, oltretutto, vedere che questa idea arriva da un istituto universitario che ha sede in uno storico convento cattolico“.

Il commento di Italia Viva

Anche Gabriele Toccafondi di Italia Viva si è espresso a riguardo: “Ogni tanto qualcuno chiede di abolire il Natale, i segni cristiani, il croficisso perché si motiva: così si rispettano le varie osservanze religiose e culturali. Non è così. Non è eliminando la nostra storia, cultura, la nostra fede, ciò che ci distingue che si crea rispetto. Se a fare la proposta è un Istituto universitario, come quello europeo di Fiesole, la cosa dispiace ancora di più. A Fiesole, di questo passo dovrebbero oscurare tutte le finestre, perché a guardare vedrebbero campanili, chiese, cupole, croci che coerentemente per i censori della storia e della presenza attuale, dovrebbero essere nascoste per rispettare le diverse osservanze“.

La risposta dell’Istituto

Nessuno ha pensato di eliminare la celebrazione di feste religiose“. Ha commentato l’Istituto, facendo sapere che la decisione sul cambio di nome per la festa di Natale è “oggetto di valutazione“. Mentre “Si presterà attenzione agarantire che la celebrazione di festività e ricorrenze sia comunicata con un linguaggio inclusivo, riconoscendo le diverse religioni e credenze.” Sottolineando inoltre che: “non sono previsti cambiamenti nell’organizzazione della festa di fine anno, in cui sono tradizionalmente numerosi i riferimenti alle festività di Natale, che fanno parte del patrimonio culturale europeo. Noi accogliamo un numero crescente di studenti del mondo intero. Questo ambiente autenticamente internazionale necessita di una politica di inclusione delle diverse culture“.

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