Gaming

Lords of the Fallen: prime impressioni

In questi giorni, abbiamo provato il nuovo titolo sviluppato da Hexworks Games, Lords of the Fallen, uscito lo scorso venerdì 13 ottobre, solo su next-gen (Xbox Series X/S, PS5, PC).

Narrativa e Ambientazione

Lords of the Fallen è un soulslike che tenta di seguire le orme del capostipite di tutti i souls: Dark Soul. Rispetto al titolo del 2014, esso si configura come un seguito diretto seguendo, però, un nuovo punto di partenza.

Ci troviamo ancora a Mournstead, regno minacciato dal demone Adyr, vicino alla resurrezione. La fede nel Dio della luce Orius sembra non essere abbastanza rassicurante e quindi i fedeli si affidano al potere di una misteriosa lanterna. La lanterna sarà fondamentale durante il gioco. Saremo in grado di passare dal mondo dei morti (Umbrial) a quello dei vivi e di rinascere se uccisi. Tutto ciò è qualcosa di davvero affascinante e sorprendente ma soprattutto qualcosa di mai visto sinora.

La lore è molto più complessa del previsto, intrisa di situazioni difficilmente risolvibili. I personaggi che si incontrano arricchiscono la lore e le vicende. Difatti, Lords of the Fallen abbraccia pienamente lo stile narrativo di FromSoftware spargendo per la mappa echi spettrali che aggiungono pezzi di lore. Certi collegamenti, talvolta, risultano molto più incomprensibili e oscuri di quelli dei souls di Myazaki, scelta però molto interessante che tende a rendere la narrativa affascinante.

Le ambientazioni hanno un forte richiamo dark fantasy in continuo declino poiché si possono scorgere ambientazioni mozzafiato fatiscenti e in decadimento. Ogni zona riesce a regalare dei segreti speciali, riuscendo ad alternarsi bene tra regno dei vivi e quello dei morti.

 

Bilanciamenti sbilanciati e una grafica discutibile

Lords of the Fallen si presenta come un titolo mal bilanciato. Le strade sono disseminate di nemici, talvolta molto più forti dei boss stessi che rendono il gioco snervante. Al contrario, i boss sono molto più semplici del previsto rispetto ai titoli ai quali siamo abituati a causa di FromSoftware. Anche il sistema di parry risulta, quindi, molto difficile da attuare a causa dell’intensità e della quantità dei nemici. Le zone sono pullulanti di nemici e tutto ciò rende il gioco molto pesante.

Non solo. Nonostante la presenza e la potenza del motore grafico Unreal Engine 5, il gioco presenta gravi problemi di fluidità ma soprattutto di ottimizzazione. Molto spesso si assiste a cali di frame costanti, che tendono a far laggare sia il gioco che l’audio stesso. Delle patch successive al dayone di uscita hanno aumentato la stabilità e ridotto i crash in alcune zone.

I bug sono notevoli: si passa dal trovare nemici incastrati in alcuni punti della mappa alla non registrazione del danno inflitto al nemico. Inoltre, la definizione delle texture lascia spesso a desiderare; talvolta il gioco non riesce a caricarle e tutto si presenta come un ammasso di cubi indefiniti. Il livello di dettaglio e di varietà di armi e armature è notevole. I volti umani non sono però allo stesso livello, già a partire dalla creazione del personaggio.

Il team Hexwork ha indubbiamente svolto un ottimo lavoro nella realizzazione del gioco e nel comparto narrativo, dove hanno realizzato qualcosa di davvero unico che passa però in secondo piano facendo risultare il lavoro molto incompleto specialmente sull’ottimizzazione, poiché il gioco non sembra assolutamente current-gen. Noi abbiamo provato il gioco su Xbox Series X, la console maggiormente colpita da tutti i problemi sopraelencati. Ovviamente ci sono problemi anche su PC e PS5 ma minori rispetto ad Xbox. Difatti, in questi giorni è stato disabilitato temporaneamente il cross-play per poter permettere al team di poter correggere eventuali errori.

 

Conclusioni

Lords of the Fallen è uno dei soulslike più divisivi nel suo genere. È il geniale successore spirituale di Dark Souls sia nella narrativa che nelle ambientazioni. Ha un’anima davvero unica e con delle accortezze in più e un lavoro maggiore sul bilanciamento dei nemici e soprattutto sull’ottimizzazione del gioco, avrebbe potuto raggiungere vette altissime.

Si può definire come un diamante grezzo, ma scalfendolo con ulteriori patch correttive, potrebbe davvero brillare su tutti.

Voi cosa ne pensate? Proverete anche voi ad immergervi in questa avventura? Fateci sapere la vostra nei commenti e rimanete sempre aggiornati sul nostro sito.

Alessandra Santoni

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