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Lo sapevi che le formiche possono essere addestrate a… fiutare i tumori?!

La scienza ha fatto passi da giganti nel campo della medicina. Molte malattie, che in passato hanno causato milioni di morti, come la peste, oggi sono quasi scomparse del tutto. In compenso sono in aumento patologie come le neoplasie, chiamate anche tumori, che nel mondo, fonte OMS, rappresentano la seconda causa di morte dietro solamente alle patologie cardiovascolari. Da anni gli scienziati cercano un modo per contrastare la grave patologia o almeno un modo per riconoscerla in tempo, prima che sia troppo tardi. A sorpresa, il modo per riconoscere i tumori potrebbe arrivare dal mondo animale.

Le formiche e l’olfatto sviluppato

Come riporta uno studio pubblicato sulla rivista Proceedings of the Royal Society B: Biological Sciences, un modo alternativo per rilevare i tumori in tempo sarebbe l’utilizzo di animali con un olfatto fuori dall’ordinario o comunque una sensibilità chimica importante. Tra questi, un po’ a sorpresa, troviamo le formiche. Grazie alle loro antenne molto sensibili, le piccole creature sono in grado di fare quasi tutto.

Le formiche, allungando le loro antenne riescono a trovare il cibo, proteggere i loro piccoli, individuare compagni dello stesso gruppo ecc.. Una sorta di “comunicazione chimica“, fondamentale per gli insetti in grado di costruire delle società complesse di regine e operaie che “operano così in sincronia con il profumo“.

Lo studio

Durante le ricerche il dott. Baptiste Piqueret, della Max Planck Institute for Chemical Ecology in Germania, ha innestato campioni di tumore al seno umano su dei topi. Il ricercatore è riuscito ad addestrare 35 formiche ad associare l’urina dei roditori portatori del tumore allo zucchero, sostanza di cui sono ghiotte.

Gli animali come spiega il ricercatore: “Hanno trascorso molto più tempo vicino ai tubi con l’urina dei topi malati rispetto all’urina di quelli sani”. Uno dei vantaggi nell’utilizzo delle formiche rispetto ad altri animali, è la semplicità con cui possono essere addestrate. I cani, ad esempio, hanno bisogno di molto più tempo rispetto al piccolo insetto, che può essere “corrotto” con del semplice zucchero.

Il passo successivo è testare le capacità delle formiche su pazienti umani, non più roditori. Piqueret ha spiegato: “Non ci sarà alcun contatto diretto tra formiche e pazienti. Quindi, anche se le persone hanno paura degli insetti non c’è alcun problema”. I test richiederanno diverso tempo, ma in futuro l’utilizzo delle formiche, potrebbe rappresentare un modo alternativo ai classici test con cui oggi viene diagnosticato il cancro, spesso costosi e invasivi.

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