Il fumo è una delle piaghe più dannose per l’umanità. Se prendiamo come esempio solamente il nostro Paese, sono quasi 10 milioni i i consumatori di tabacco di età dai 14 anni in su (dati ISTAT 2020). Nonostante sia stata redatta da anni una documentazione scientifica molto ampia sui danni della nicotina, è un vizio assai difficile da estirpare. Il problema grave, tuttavia, non è solo il danno che lo stesso fumatore si auto provoca (ogni anno in Italia muoiono 93 mila individui secondo l’ISTAT), ma anche quello del fumo passivo, che colpisce le persone che gli stanno intorno. Se pensate che sia sufficiente non fumare in presenza degli altri, tuttavia, vi sbagliate. Come riportato da FOCUS, il fumo impregna anche gli abiti, che risultano nocivi quasi tanto quanto l’inalare il tabacco. Vediamo i dettagli…
Manuela Martins-Green della University of California, rivela che i vestiti di cotone, come le camicie, sono delle vere e proprie calamite per le sostanze nocive del fumo. Di conseguenza, fumare fuori casa per poi stare all’interno con gli stessi abiti, rappresenta un gravissimo rischio per gli eventuali bambini e anziani presenti, i quali sono notoriamente più vulnerabili. È imperativo quindi lavare immediatamente i capi in questione, così da debellare l’odore di tabacco e le sostanze pericolose. C’è poi un altro elemento da tenere in considerazione, il fumo di terza mano. La contaminazione che impregna i vestiti del fumatore, si può facilmente disperdere negli arredi degli ambienti chiusi, permanendo a lungo nel tempo. I resti della nicotina, uniti magari ad altre sostanze nocive già presenti nell’aria, rappresentano una combo devastante e cancerogena.
Il consiglio principale, come rivelato da Manuela Martins-Green, è ovviamente quello di non fumare al chiuso e pulire con attenzione tanto gli indumenti quanto gli arredi della casa, per preservare un ambiente salubre. Risolvere il problema alla radice, tuttavia, è impossibile se non eliminando totalmente il fumo dalla propria vita. Uscire dal vizio della nicotina è purtroppo una salita tanto più ardua quanto più si è scesi nell’abisso del fumo. Dopo un paio di giorni in cui il corpo comincia a ripulirsi, infatti, emergono dei sintomi come tosse, nausea, tremori, sintomi depressivi, crampi, che mettono a durissima prova la volontà di chi vuole uscirne; tuttavia, una volta superata questa fase, la più difficile, la strada è completamente in discesa, con tutti gli enormi benefici che ne conseguono.
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