Spartito musicale (@Shutterstock)
Oggi ascoltare musica, di qualsiasi genere, è diventata la normalità. Dal rock al metal, dal pop al reggaeton, i generi musicali sono tanti e diversi tra di loro, e in media, secondo uno studio dell’organizzazione internazionale IFPI, passiamo circa due ore al giorno con i nostri brani preferiti nelle orecchie, per un totale di oltre (almeno) 20 ore settimanali. In pochi però conosceranno la canzone di cui parleremo oggi, che di diritto entra nel libro dei record mondiali…
Il brano in questione si chiama “Longplayer“, scritto dal polistrumentista britannico Jem Finer; l’artista per la canzone si è ispirato ad un brano già esistente, e la sua particolarità è decisamente interessante. La traccia infatti, ha una durata “particolarmente” lunga; dura ben 1000 anni esatti.
Composta al computer grazie a un semplice algoritmo, la canzone contiene una vasta quantità di combinazioni diverse, che le promettono di non ripetere mai le stesse melodie. Il brano nasce da un progetto finanziato dall’associazione culturale londinese Artangel e sviluppato da, come detto, Jem Finer; la riproduzione del brano è partita il 31 dicembre del 1999 al Trinity Buoy Wharf di Londra e, secondo le previsioni, dovrebbe terminare il 31 dicembre del 2999…
Abbiamo spiegato che “Longplayer” è destinata a non ripetere mai la stessa melodia, dal momento che è formata da combinazioni di sei piccoli pezzi musicali, ognuno dei quali si muove intorno agli altri; così si forma una composizione simile a sei pianeti che orbitano l’uno intorno agli altri. Ciclicamente, ogni traccia o parte di essa, si allinea e disallinea con le altre, formando sempre nuove melodie.
“Longplayer” è riprodotta con 234 campane tibetane unite a gong di diverse dimensioni; si tratta di una scelta particolare ma che ha una spiegazione ben precisa. Difatti, le particolari campane hanno una grande capacità di rimanere in sintonia tra di loro e hanno, alle spalle, una lunga tradizione millenaria. Altra caratteristica della canzone è la sua capacità di essere riprodotta con qualsiasi strumento, mezzo conosciuto o ancora sconosciuto. Secondo i creatori infatti, la musica non dipende da una singola tecnologia o mezzo. Il progetto, nonostante tutto, ha uno scopo ben preciso; creare un investimento a lunghissimo termine, che continui oltre la singola vita umana. Perché il presente è importante, ma il futuro e le prossime generazioni, ancora di più…
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