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La Cina a muso duro contro i film Disney: veto totale in arrivo?

Un provvedimento clamoroso quello della Cina, che dopo una vera e propria crociata nei confronti dei videogiochi, sembra desiderosa d’intraprenderne un’altra verso il cinema occidentale. “È un vero allontanamento dall’industria globale d’intrattenimento“.

Queste le parole di Rebecca Davis, corrispondente per Variety, in relazione alla volontà di Pechino di contenere le mire espansionistiche USA rivolte al mercato audiovisivo cinese. Secondo la donna inoltre, dietro a tale scelta convivrebbe il proposito di creare un potente settore cinematografico nazionale, in grado di contrastare la cultura statunitense. Ma non solo, poiché il progetto permetterebbe di convogliare gli ideali del partito comunista alla popolazione.

È dello stesso avviso anche Aynne Kokas, docente di comunicazione presso l’università della Virginia. A detta di quest’ultima, lo scopo di Xi Jinpin sarebbe quello di trasformare la nazione in una super potenza cinematografica entro il 2035.

Il pugno di ferro della Cina

Del resto, nonostante la “casa di topolino” abbia cercato di compiacere le autorità del regime, a tutti i titoli Marvel è stato vietato il nulla osta. In via ufficiale, la decisione sarebbe giunta a seguito delle controversie inerenti al modo in cui venivano rappresentati alcuni personaggi nei film, o a causa di certe affermazioni da parte di registi e attori.

Tuttavia, c’è chi afferma, come nel caso di Shawn Robbins (capo analista di Boxoffice pro), che siano state attuate politiche volte a impedire ai lungometraggi Disney l’accesso al ricco circuito cinese. Lo stop però, non ha riguardato solo quest’ultimi, bensì la maggior parte delle opere americane.

Una mossa rischiosa per tutti

A questo proposito, Variety riporta che la fetta di mercato dei film statunitensi in territorio cinese si è ridotta dal 46% del 2020 al 39% del 2021. Come se non bastasse, è stato registrato che solo il 28% delle pellicole straniere proiettate in Cina lo scorso anno era di nuova realizzazione, mentre la restante parte era già stata prodotta in precedenza. Nel mentre, i biglietti venduti sul territorio cinese tra il 2020 e il 2021, sono stati maggiori rispetto a quelli staccati in USA. Un risultato dovuto sicuramente ai lungometraggi nazionali. Non a caso a quest’ultimi basta avere successo entro i propri confini, proprio perché il circuito che li comprende è talmente vasto da poter fare a meno di un’audience globale.

Malgrado la politica adottata da Pechino, l’interesse del pubblico di casa per i prodotti hollywoodiani non è calato. Ma se da una parte le piattaforme streaming consentono all’industria americana di essere meno dipendente rispetto ai box office e ai biglietti, dall’altra, perdere il mercato cinese vorrebbe dire fare a meno della fetta più importante della torta. Per Marvel e Disney potrebbe trattarsi di una mazzata economica senza eguali, sebbene l’immagine della Cina ne esca comunque compromessa. Soprattutto se si considera il rischio di alimentare la pirateria.

E voi che ne dite? Quali conseguenze si affacceranno nel breve-medio periodo? Fatecelo sapere attraverso un commento. Intanto v’invitiamo a rimanere sulle pagine di NCI per ulteriori aggiornamenti provenienti dal settore audiovisivo.

Di Gianluca Panarelli

Redazione Network NCI

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