Massimiliano Allegri (@Shutterstock)
La Juventus è ufficialmente fuori dalla Champions League e nessuno, al momento, è al sicuro. Chi più di tutti è sotto accusa è il mister, Massimiliano Allegri, che sarà valutato più avanti. La dirigenza bianconera infatti, vuole fare le cose al momento giusto: durante la pausa per i Mondiali, a metà novembre, verrà quindi aperto e discusso il “fascicolo Allegri”…
Quarto posto in Serie A e qualificazione agli ottavi di Champions, per poi prendere quello che sarebbe venuto dopo come un plus. Queste le richieste di inizio stagione, stando a “La Gazzetta dello Sport“, della dirigenza juventina ad Allegri. Ora siamo “solo” a fine ottobre e uno degli obbiettivi è già sfumato con la sconfitta di ieri: la Juventus è fuori dalla Champions League.
Erano otto anni che i bianconeri non fallivano l’accesso alla fase ad eliminazione diretta, da quella lontanissima notte di Istanbul, con Antonio Conte in panchina. Per il tecnico livornese è però la prima volta in carriera e si tratta di un dato che segna il suo incredibile calo dal punto di vista tecnico, tattico e soprattutto gestionale.
Quella che era la caratteristica di punta di Allegri, il saper gestire uno spogliatoio, quasi da aziendalista, sembra essere scomparsa. Non solo; le idee dell’allenatore toscano sembrano ormai vecchie e prevedibili, non al passo con l’evoluzione del calcio in senso moderno, e la Juventus ne sta pagando il prezzo…
Brozovic e Locatelli (@Shutterstock)
Il secondo mandato dell’ex Milan sulla panchina della Juventus è, fin qui, un fallimento. In quasi un anno e mezzo la squadra non ha ritrovato la sua identità, non riesce ad esprimersi per tutta la durata della partita nonostante proponga anche buone giocate, e poi si spegne, finendo per subire gli avversari per il resto dei minuti di gioco. E certamente non bastano le recenti vittorie contro Torino ed Empoli per rialzare un’annata storta, anche sotto l’aspetto degli infortuni.
L’infermeria infatti, è sempre piena: Di Maria non è mai stato a pieno regime, Chiesa e Pogba devono ancora giocare in partite ufficiali e altri nuovi innesti come Paredes e Bremer erano ai box ieri sera; urge un miglioramento anche in questo campo. Se c’è da trovare un lato positivo e di buon auspicio per il futuro, sono i giovani: nella buia notte del “Da Luz”, un barlume di luce l’hanno acceso i giovani bianconeri al loro ingresso in campo. Iling-Junior, Miretti e Soulè, quando sono entrati, hanno dato spensieratezza alla Juve, che ha ripreso coraggio e spirito d’iniziativa.
Per ora Allegri non dà segnali di dimissioni, né la dirigenza pensa all’esonero: è tutto rimandato alla pausa per i Mondiali di metà novembre. Lì verranno fatte delle valutazioni e si scoprirà cosa c’è nel futuro di una Juventus profondamente ferita…
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