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Jurassic Park potrebbe diventare realtà grazie a Neuralink?

di Alessandro Mazzolini

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Il socio di Elon Musk e co-fondatore di Neuralink, Max Hodak, ha dichiarato tramite Twitter che grazie alla tecnologia attuale si potrebbe ricreare un’ambientazione simile all’iconico Jurassic Park, se solo lo volessimo. Sogno (o incubo a seconda dei punti di vista) o realtà? Ecco i dettagli.

Come potrebbe essere il nuovo Jurassic Park

Sono passati quasi 30 anni da quando, nel 1993, Steven Spielberg presentò al mondo Jurassic Park, uno dei film più emblematici della storia del cinema. Il film, ispirato all’omonimo libro di Micheal Crichton, narra di John Hammond, un visionario in grado di ricreare i dinosauri utilizzando dei segmenti del loro codice genetico. Non è necessario aver visto uno dei film della saga per capire quanto questa sia una pessima idea, soprattutto se si plasmano i più feroci predatori della storia. Nonostante ciò, Max Hodak non esclude che possa accadere qualcosa di simile nella realtà.

Il co-fondatore di Neuralink, una delle numerose aziende di Elon Musk, ha infatti affermato su Twitter che in un futuro molto prossimo si potrebbe creare un parco con repliche molto simili alle originarie creature giurassiche.

“Probabilmente potremmo costruire Jurassic Park nella realtà se solo lo volessimo. Non sarebbero dinosauri geneticamente autentici, ma forse con 15 anni di allevamento e di ingegneria si potrebbero ottenere nuove specie super esotiche”.

Non è chiaro come sia possibile ricreare queste bestie preistoriche, ma Hodak è sicuro che la tecnologia di Neuralink potrebbe apportare benefici in termini di biodiversità. Difatti in un successivo tweet ha sostenuto che la biodiversità è importante e va conservata, chiedendosi perché non potremmo noi stessi “generare una nuova diversità“.

Di cosa si occupa Neuralink

Neuralink, come accennato in precedenza, è una delle numerose imprese fondate da Elon Musk, ragion per cui non può non avere degli obiettivi ambiziosi. L’innovativa start-up americana mira a creare dispositivi in grado di curare malattie cerebrali, come l’Alzheimer, e riuscire a connettere la mente umana ad un’intelligenza artificiale. I possibili campi di applicazione di questa tecnologia sono vastissimi: si potrebbero curare malattie mortali ed invalidanti, permettere ai disabili di controllare le proprie protesi ed interfacciarsi con altri tipi di software.

La rivista CNET ha però smentito le parole dell’imprenditore, dichiarando che sarebbe impossibile ricreare i dinosauri dal loro DNA perché troppo deteriorato nel tempo. Ha invece ammesso la possibilità di dar vita ad animali estinti più recentemente, come i mammut. Ma la domanda che sorge spontanea è: “dovremmo farlo?”

 

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